Cantine d’Italia 2026

La Guida Cantine d’Italia 2026 edita da Go Wine Editore invita il lettore al viaggio verso i luoghi del vino, ovvero alle cantine. Il vino è prima di tutto storia di persone, luoghi, anima la vita sociale di molti territori. Quasi sempre dietro un grande vino c’è un progetto importante, ci sono persone di qualità. Cantine d’Italia cerca di dar voce a tutto questo: si giunge ai vini attraverso il racconto, per arrivare in cantina e conoscere qualcosa in più dei protagonisti che desideriamo incontrare… Per ogni cantina una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale ai dati sulla produzione, ai referenti interni da contattare; dai giorni e agli orari di visita, ai principali vini da conoscere.
Novità: uno speciale su percorsi autoctoni, musei del vino e un’attenta analisi dei costi delle visite in cantina.

Cantine d’Italia
Guida per l’enoturista

E’ stata presentata sabato 28 novembre 2025 all’Hotel Melià di Milano

Guida dedicata alle cantine che “valgono il viaggio”. Oltre 830 cantine italiane recensite, interviste a uomini e donne del vino, eventi da vivere e i vini da gustare, locali dove dormire e dove mangiare in tutte le regioni d’Italia per una guida sempre più indispensabile per il turista del vino.

La Cantina della settimana

La cantina prende il nome dal luogo in cui si trova e dove attualmente opera la quarta generazione della famiglia Varchetta; in passato queste terre rappresentavano la casa di campagna di famiglia. La fondazione della cantina risale al 1999, puntando a valorizzare i vitigni autoctoni campani, falanghina e piedirosso. Dalle vigne, sopra la cantina, si può osservare il cratere degli Astroni: oggi appare come un grande bosco. I campi Flegrei sono una grande caldera, che parte da Posillipo e si chiude a lago Patria. Negli anni la cantina ha ampliato il panorama dei vigneti con acquisizioni nella vigna di Camaldoli con due tenute diverse. Un’accogliente sala degustazione è a disposizione degli enoturisti, con possibilità d’estate di sostare nel giardino esterno.

Il nome Utopia incuriosisce…ma nel calice questa Riserva di Verdicchio dimostra di essere una certezza. Ovvero un vino che conferma il grande carattere della varietà in grado di ricavare dal virtuoso rapporto fra suolo e vitigno, bianchi di struttura e in grado di reggere molto bene il tempo. Senza ricorrere all’uso del legno. L’interpretazione è affidata a Gianluca Mirizzi, al vertice di una cantina con oltre 50 anni di storia. Suoli sabbiosi, affina sulle fecce nobili per circa nove mesi, per poi passare per dodici mesi in vasche di cemento e completare il percorso con una sosta di sei mesi in bottiglia.

Video della settimana
Vino della settimana

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Classico Utopia – Montecappone

Il nome Utopia incuriosisce…ma nel calice questa Riserva di Verdicchio dimostra di essere una certezza. Ovvero un vino che conferma il grande carattere della varietà in grado di ricavare dal virtuoso rapporto fra suolo e vitigno, bianchi di struttura e in grado di reggere molto bene il tempo. Senza ricorrere all’uso del legno. L’interpretazione è affidata a Gianluca Mirizzi, al vertice di una cantina con oltre 50 anni di storia. Suoli sabbiosi, affina sulle fecce nobili per circa nove mesi, per poi passare per dodici mesi in vasche di cemento e completare il percorso con una sosta di sei mesi in bottiglia.

Evento

Festa del Vino a Baveno

17 Lug 2026
Baveno (VB) - Arena Nadur
Evento di promozione e degustazione sul lago
Leggi il programma

Le ultime notizie

Iscriviti alla newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre iniziative