Scoprire il vino
e i suoi paesaggi

Evento

Territori nel Calice: Barbera

30 Set 2021
NH Hotel Milano Touring
La nuova data dell'evento di degustazione dedicato al vitigno a Barbera a Milano
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La Cantina della settimana

Cantine del Notaio è una storia di vino affascinante che merita di essere conosciuta visitando la cantina nel centro di Rionero in Vùlture e la grande attenzione e ricerca dedicata a favore dell’aglianico. Una produzione che con un articolato panorama di etichette si caratterizza in modo importante verso questa varietà, punto di riferimento della viticoltura lucana. Salvo poche eccezioni l’aglianico caratterizza tutte le etichette, anche i vini bianchi; è un tema rilevante che identifica la cantina. Tutto nasce nel 1998 a seguito di un progetto di valorizzazione dell’aglianico da parte del titolare Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie. Egli aveva ereditato la passione per la coltivazione della vite e ha poi approfondito a livello universitario, con l’aiuto del professor Luigi Moio, lo studio dell’aglianico. La cantina si trova nel centro di Rionero ed è molto accogliente; merita una visita il percorso nelle dieci piccole cantine che noterete distribuirsi come piccole celle attorno alla corte d’ingresso a forma di ferro di cavallo. Sono originarie del Seicento, un tempo di proprietà dei frati francescani che le usavano per lo stoccaggio delle derrate alimentari e la conservazione del vino. Costruiscono all’interno un meraviglioso, indimenticabile dedalo con archi, volte e voltoni in materiali lavici e palmenti con pavimenti in maiolica. Raccontando la sua storia, Gerardo Giuratrabocchetti racconta le terre dell’aglianico ed il suo straordinario percorso imprenditoriale.

E’ notoriamente il bianco dei Castelli Romani, da sempre legato alla città di Roma che fa parte anche del disciplinare di produzione. Altra denominazione bianchista, espressione di un blend fra differenti vitigni. Lo presentiamo nella versione della famiglia Santarelli che ha fondato la cantina a Grottaferrata oltre 35 anni fa. Suoli di origine vulcanica, vigne di oltre 25 anni in collina a 250 mslm, la malvasia del Lazio 70% e il saldo distribuito fra trebbiano giallo, bombino e bellone. Affina in vasche di acciaio. Goethe nel 1816 definì Frascati come “Terra dei principi e vino di Papi e poeti”.

Video della settimana
Vino della settimana

Frascati Bianco Superiore – Castel De Paolis

E’ notoriamente il bianco dei Castelli Romani, da sempre legato alla città di Roma che fa parte anche del disciplinare di produzione. Altra denominazione bianchista, espressione di un blend fra differenti vitigni. Lo presentiamo nella versione della famiglia Santarelli che ha fondato la cantina a Grottaferrata oltre 35 anni fa. Suoli di origine vulcanica, vigne di oltre 25 anni in collina a 250 mslm, la malvasia del Lazio 70% e il saldo distribuito fra trebbiano giallo, bombino e bellone. Affina in vasche di acciaio. Goethe nel 1816 definì Frascati come “Terra dei principi e vino di Papi e poeti”.

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