Cantine che sostengono il progetto di
Go Wine


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A


A MACCIA
ADRIANO MARCO E VITTORIO
ALARIO CLAUDIO
ALESSANDRO DI CAMPOREALE
AMALIA CASCINA IN LANGA
ANNA MARIA ABBONA
AR.PE.PE
ASCHERI
ASTORIA
Le origini della cantina risalgono al 1850 per opera del trisavolo Giovanni. Oggi è diretta da Carlotta Carminati, affiancata dal compagno Fulvio. Si trova a Ranzo, nella zona più classica della media Valle Arroscia appena entrati in provincia d'Imperia e non lontano da Albenga. Il vitigno più significativo in ettari è pertanto il Pigato che la cantina produce in diverse tipologie.
Si trova a San Rocco Seno d’Elvio, una frazione a 6 chilometri dal centro di Alba nel territorio che lega Alba alla denominazione del Barbaresco. L'attività è in continua espansione grazie al dinamismo e all'intraprendenza dei titolari, affiancati dalle mogli Luciana e Grazia e da Michela, figlia di Vittorio: sono loro a curare l'accoglienza e l'ospitalità verso gli enoturisti. I vigneti sono tra San Rocco e il comune di Neive. Le varietà coltivate sono nebbiolo, barbera, dolcetto, freisa e moscato, con l’eccezione di una vigna di sauvignon, frutto delle sperimentazioni degli ultimi anni, che dà origine a un Langhe Bianco assai piacevole alla beva e dall’eccellente rapporto qualità/prezzo. La cantina è stata recentemente rinnovata: è stato allestito un museo di vecchi attrezzi usati in vigna e nei campi dagli antenati della famiglia Adriano oltre 100 anni fa.
Una cantina di impronta familiare condotta da Claudio Alario con la famiglia. Un vignaiolo autentico che ha sempre valorizzato le grandi varietà autoctone a bacca rossa di Langa, e si esprime con una selezione di monovitigni molto curati e affidabili. Il titolare rappresenta la terza generazione di un percorso familiare avviato a inizio '900. La cantina si trova in un microborgo nella località Santa Croce; Diano è terra di dolcetto e la cantina ne è sempre stata fedele interprete.
I tre cugini Alessandro portano avanti in regime biologico l'attività di famiglia insieme ai loro genitori. Si trova nella Valle del Belice, sulle colline che sovrastano la pianura di Mandranova, dove sorge il piccolo centro agricolo di Camporeale. Una serie di monovitigni da scoprire in una zona ricca di itinerari naturalistici e siti archeologici.
Nata nel 2003 dall’iniziativa della famiglia Boffa di origini liguri. E' stata recuperata una cascina anni ’20 situata in un bel contesto ambientale nella parte di Monforte che guarda verso il Comune di Roddino e l’alta Langa. Vigneti a Monforte nella località Sant’Anna ed in zona Montagliarotto, nei cru Bussia e Le Coste. Il Barolo qualifica la produzione, comunque incentrata sulla tradizione di Langa.
Una storia di famiglia avviata nel 1989 da Anna Maria Abbona e Franco Schellino: la missione è sempre stata il dolcetto. La cantina negli anni si è sviluppata, con un forte impegno a valorizzare i vini da vitigno dolcetto coltivati nell'area di Dogliani. Vi è stato negli anni scorsi un piccolo ampliamento della cantina sotterrranea. In cantina collaborano anche i figli Federico e Lorenzo. Il viaggio verso la cantina è anche un ideale percorso fra paesaggi molto belli che si incontrano al confine con le colline del Barolo. Da ammirare i filari ordinati di dolcetto coltivati ad altitudini importanti (oltre i 550 metri di altitudine) e curati con una professionalità “langarola”. Il territorio è unico, al confine tra i pascoli e la viticoltura. Molto accogliente la sala degustazione con ampie vetrate per scorgere il paesaggio.
Una storia che risale al 1860: la famiglia Pelizzatti Perego rappresenta con le sue cinque generazioni storia, passione e grandezza della Valtellina vitivinicola. Oggi i protagonisti sono gli ultimi discendenti diretti, Isabella, Guido ed Emanuele, i figli di Arturo (bisnipote del fondatore Giovanni) che, primo tra gli altri, ebbe l'intuizione di lasciare i propri nebbioli ad affinare per un tempo più lungo, sei anni nelle botti del Buon Consiglio: una scelta che si sarebbe rivelata come quella più strategica e lungimirante per far esprimere compiutamente tutto il patrimonio organolettico dei rossi di queste impervie alture. Un carattere di montagna che oggi si può leggere in alcune delle etichette più cult dell’azienda.
La cantina nasce a fine ‘800 a La Morra nella borgata ancora oggi denominata “Ascheri”. Da sempre l’azienda ha però la sede principale a Bra: all’epoca, infatti, questa città, per la sua posizione geografica, era un importante centro di diffusione del Barolo verso i mercati di Torino. Negli scorsi anni nella sede di Bra è stata operata un’importante ristrutturazione che ha ulteriormente qualificato le cantine: il percorso di visita è interessante e testimonia la profonda cultura del vino della famiglia.
Una realtà produttiva importante nelle terre del Prosecco con un panorama produttivo ed una selezione di etichette ampia che si fa apprezzare anche in altre tipologie di vini e che continua ad arricchirsi, vendemmia dopo vendemmia. E' adagiata ai piedi delle colline dell'Alto Trevigiano, cuore storico del Prosecco. Il biglietto da visita di Astoria Vini per l'accoglienza e per l'enoturista è Astoria Lounge Wines Store. Qui si possono degustare e acquistare i vini di Astoria nonché visitare la nuova cantina, centro raccolta e vinificazione di uve selezionate da cui originano i vini più prestigiosi dell'azienda.

B


BADIA A COLTIBUONO
BARONE DI VILLAGRANDE
BECONCINI
BERA
BIAGI
BIOVIO
BLUNDO GAETANO
BORGO SAN DANIELE
BREZZA
BRIC CASTELVEJ
BRIC CENCIURIO
BRICCO MAIOLICA
BRUNELLI
BRUNO VERDI
Abbazia dell’ordine Vallombrosano fondata nel 1051, secolarizzata da Napoleone nel 1810, la Badia diventa proprietà di famiglia nel 1846, quando fu acquisita da Michele Giuntini. Nel dopoguerra fu Piero Stucchi Prinetti, discendente di Michele Giuntini, a reimpiantare i vigneti con delle selezioni massali e a commercializzare per la prima volta i vini prodotti in fattoria (oggi tutti a regime biologico). A disposizione dei turisti c’è anche l’incantevole agriturismo con piscina, ricavato nelle celle dell’antico convento.
Cantina che riunisce più motivi di interesse per una visita. La storicità: è legata alla famiglia Nicolosi, si risale nel tempo fino al XVIII secolo. La collocazione attorno all'Etna, la cantina è posta ad un'altitudine di 700 mslm. Il profilo dei titolari con in prima linea Carlo Nicolosi, docente di enologia all’Università di Catania, ora in pensione, a cui è stata dedicata un’importante monografia nella prestigiosa serie i Semi della Veronelli Editore. Può contare su un importante parco vigneti, coltivati da oltre vent’anni in regime biologico in un unico corpo che circonda il nucleo aziendale, nel versante orientale dell’Etna.
Una cantina di impronta familiare presente da 4 generazioni. Il nonno riscattò la proprietà dalla nobile famiglia fiorentina dei Marchesi Ridolfi, il padre Pietro l'ha specializzata e Leonardo, attuale titolare ha avviato dal '90 una sua particolare ricerca della qualità. Con un lungo lavoro egli ha classificato gran parte delle piante come sangiovese e altre varietà locali. Circa 300 piante sconosciute anche ai più anziani vignaioli, furono battezzate come "x": dando esse risultati eccellenti Leonardo decise di impiantarne 5 ettari. Nel 2004, con la possibilità di accedere al DNA, il mistero fu risolto: era Tempranillo...
Neviglie è Langa e terra di Moscato. Vicino a Neive e a Barbaresco. Valter Bera, proseguendo le tradizioni di famiglia, ha costruito negli anni una cantina virtuosa, segnalandosi nel tempo come uno dei più affidabili produttori di moscato. Le selezioni di Moscato d'Asti e l'Asti sono in produzione da molte vendemmie e hanno contribuito a valorizzare le terre del moscato e la figura del vignaiolo, come scriveva Gino Veronelli quando arrivava in cantina. Ma il percorso non si è fermato al moscato; il nebbiolo è il secondo vitigno della casa.
Giovanni Biagi inizia a produrre vini negli anni ‘40; oggi l’azienda è condotta dai nipoti Luca e Fabrizio che, sulla traccia degli insegnamenti del nonno, proseguono l’attività con dinamismo e innovazione. La cantina si trova nel territorio di Colonnella, all’interno della Colline Teramane: sono circa 40 gli ettari vitati, parte di essi circondano la cantina.
Cantina familiare nel borgo di Bastia, una delle contrade di origine medioevale del territorio di Albenga, posta all'inizio della vallata dell'Arroscia. Il Pigato è il vitigno di riferimento insieme agli altri autoctoni della Liguria di Ponente. All’interno l’Agriturismo con appartamenti e la cucina con i piatti tipici da abbinare ai vini.
Da oltre vent’anni valorizza il Moscato di Siracusa, vino la cui origine si perde nella notte dei tempi avvolta spesso tra mito e leggenda. La produzione è incentrata su questo vino di cui produce due apprezzate versioni. Condotta da Gaetano Blundo con grande passione.
Si trova a Cormons, una delle più importanti città del vino del Friuli. Condotta dai fratelli Alessandra e Mauro Mauri, alla congiunzione delle denominazioni Collio e Isonzo. Una serie di vini che esprimono la ricchezza e la varietà del vigneto friulano. E’ possibile soggiornare nelle tre camere denominate Terra, Aria e Fuoco.
Proprietaria di vigneti in Barolo già dal 1885, prende il nome dal capostipite Giacomo, che per primo, con il padre Antonio, mise il vino in bottiglia nel 1910. È situata a pochi passi dal centro del borgo di Barolo, nella stessa area vi è l’Albergo e il Ristorante di famiglia. Dalla terrazza del ristorante si può ammirare un bell'affaccio sul paese e sul Castello di Barolo. Il nome di Brezza s’inscrive dunque di diritto nella storia del Barolo.
La cantina si trova nel comune di Canale ed è una bella realtà familiare, nata nel 1956 e destinata in quegli anni alla sola vendita di vino sfuso e a livello locale. Oggi gli oltre 12 ettari di vigneto sono condotti da Cristiano Repellino, enotecnico diplomato alla scuola enologica di Alba: egli ha contribuito ad affermare una diversa dimensione della cantina scegliendo la via dell'imbottigliamento di quasi tutta la produzione. La produzione valorizza la viticoltura del Roero e le varietà autoctone del territorio. Meritano un'attenzione le vigne del Bricco Novara legate all'Arneis e la selezione del Panera Alta: esprimono l'intento dei titolari di marcare in bottiglia un più forte rapporto di identità con il territorio con etichette ben riuscite e affidabili nel corso delle vendemmie.
Il singolare nome di questa cantina deriva dall’antico toponimo di un lembo di collina a Castellinaldo, comune del Roero, dove si trova un vigneto di proprietà tra quelli acquistati nel 1980 da Franco Pittatore con il cognato Carlo Sacchetto, per complessivi 13 ettari, che comprendono anche terreni a Magliano Alfieri e Barolo. L’azienda si trova nel centro del Comune di Barolo, è comodamente raggiungibile ed è dotata di una sala degustazione.
Beppe Accomo e Claudia Castella condividono a pochi chilometri dal centro di Alba un progetto di vita e di valori legati alla tradizione e alla cultura del vino. Attorno alla cantina il panorama di vigneti si estende in un corpo unico di 21 ettari tutto da ammirare: un affaccio emozionante che introduce alla cantina che Beppe Accomo conduce da sempre con dedizione e con uno spirito di ricerca da vignaiolo autentico.
Opera da circa 80 anni in Valpolicella. Condotta oggi da Luigi Brunelli con la famiglia. Il sito aziendale si apre con una corte di campagna dall’intatto fascino agreste. Una selezione dei vini interessante, con un occhio sui vitigni autoctoni e con l’Amarone prodotto in differenti etichette. Da segnalare l'ospitalità dell'agriturismo Corte Cariano: tre modernissimi e confortevoli appartamenti ricavati nella vecchia corte e arredati con gusto.
La storia della famiglia Verdi in Vergomberra risale al XVIII secolo, quando Antonio Verdi s’insediò in Oltrepò Pavese dal Ducato di Parma. Da allora ben sette generazioni si sono succedute nella cura delle terre di famiglia. Ora è condotta da Paolo Verdi con la famiglia, che a sua volta ha proseguito l'attività del papà Bruno. Si respira il tratto della cantina familiare; i titolari operano prestando attenzione all'ambiente e alla naturalezza dei vini.

C


CA ED CUREN
CA’ LOJERA
CA’ LUSTRA – ZANOVELLO
CAGNOTTO
CANTINA MARSAGLIA
CANTINA ORIOLO
CANTINA PRODUTTORI BOLZANO
CANTINA PRODUTTORI NEBBIOLO DI CAREMA
CANTINE DEL NOTAIO
CANTINE DELL’ANGELO
CANTINE MONFORT
CAPEZZANA
CASA CECCHIN
CASCINA ALBERTA
CASCINA BALLARIN
CASCINA CASTLET
CASCINA DEL MONASTERO
CASCINA MUCCI
CASCINA QUARINO
CAUDRINA
CECCHETTO
CENTOVIGNE – CASTELLO DI CASTELLENGO
CIECK
COLLEFRISIO
COLLIS CANTINA VENETA
CONTE COLLALTO
CONTUCCI
CORDERO DI MONTEZEMOLO
La cantina si trova su un sito a 430 mslm. da cui si gode una bellavista verso le altre colline, con Neive e Castagnole Lanze nelle vicinanze. Curen era il soprannome del bisnonno, che acquistò i primi terreni, a inizio novecento. Oggi è condotta da Michele Avezza e rappresenta la quarta generazione di una famiglia di viticoltori da sempre presenti sulle colline di Mango.
Condotta da Franco e Ambra Tiraboschi, con la figlia Alessandra. La tenuta si trova in un casale del Trecento spazioso e luminoso, un tempo residenza estiva del Vescovo di Verona, completamente ristrutturato a partire dal 1997. Il Lugana, interpretato in differenti versioni, è l'alfiere della produzione. Una curiosità: Ca’ Lojera significa “antica casa dei lupi”.
Condotta oggi da Linda Zanovello, è una cantina di riferimento dei Colli Euganei, con vigneti in quattro Comuni, tra Faedo, Arquà, Monte Versa e Monte Fasolo. Vi è un vigneto sperimentale, con 130 vitigni attualmente coltivati in Italia. Il panorama della produzione è articolato e interessante e risente dal costante lavoro di ricerca della famiglia Zanovello.
La cantina porta il nome di una cascina storica presente in Calosso e valorizza il raro vitigno autoctono gamba di pernice - legato alla Doc comunale - e le altre varietà del territorio, con un'attenzione anche per il moscato e la barbera.
Emilio Marsaglia – che rappresenta la terza generazione – conduce l’azienda con la moglie Marina e con i figli Monica ed Enrico. La cantina è stata ristrutturata e rinnovata nelle attrezzature. Si respira un clima di grande accoglienza, con due sale degustazione ben attrezzate per ospitare i turisti. I vini sono legati al territorio e raccontano le varietà autoctone. Nella parte storica della cantina merita una visita il “crutin”, dove invecchia la Barbera della sottozona Castellinaldo, che ha ricevuto di recente un importante riconoscimento normativo. E' uno dei vini di punta di una produzione basata sugli autoctoni del Roero e parte di un interessante progetto di promozione che Marsaglia condivide con gli altri viticoltori di Castellinaldo.
Cantina di impronta familiare, sulle colline di Montelupo, a pochi chilometri da Alba. Condotta dai fratelli Brangero, Diego e Teresio, con la figlia Eleonora, enologo. Coltiva le varietà autoctone del territorio, valorizzando le altimetrie e i siti di Montelupo, collocato fra la bassa Langa dei grandi rossi e l'Alta Langa della nocciola e di altre coltivazioni.
Una realtà cooperativa dinamica alle porte di Bolzano. Prende le mosse da altre esperienze maturate sul territorio vicino a Bolzano, come la Cantina Gries e la Cantina Santa Maddalena. Un progetto innovativo con una bella architettura e con alcuni vigneti che circondano la cantina. I vigneti si articolano in 8 Tenute che valorizzano spesso distinte varietà.
Sulla collina di Carema che fa da spartiacque tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, adagiati in zona soleggiata sul versante esposto a mezzogiorno, si estendono fino all’altezza di circa 600 mslm. i vigneti di questo tradizionale nebbiolo del Nord Piemonte. Molti di questi vigneti, condotti su terrazzamenti scavati nella roccia, sono coltivati con il sistema a pergolette sviluppate su graticci sostenuti da colonnine di pietra tronco conica, secondo una tradizione millenaria. Infatti il locale nome di tupium delle pergolette e di pilium delle colonnette ci riporta all’epoca romana. Intorno alla cantina piccoli appezzamenti dei circa 57 soci conferitori che per tradizione considerano la lavorazione della vigna un’attività integrativa del loro reddito per lo più proveniente da altra fonte.
Tutto nasce nel 1998 a seguito di un progetto di valorizzazione dell’aglianico da parte del titolare Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie. Egli aveva ereditato la passione per la coltivazione della vite e ha poi approfondito a livello universitario, con l’aiuto del professor Luigi Moio, lo studio dell’aglianico. La cantina si trova nel centro di Rionero ed è molto accogliente; merita una visita il percorso nelle dieci piccole cantine che noterete distribuirsi come piccole celle attorno alla corte d’ingresso a forma di ferro di cavallo. A fianco della cantina e delle sale di accoglienza in Rionero, si segnala la Cantina di Serra del Granato, che si trova a Ripacandida a circa un chilometro da Rionero.
La storia dell’azienda è legata alla famiglia Muto ed il titolare Angelo rappresenta la terza generazione. Una realtà relativamente recente per quanto riguarda il vino in bottiglia, una realtà invece radicata per quanto riguarda l’attività rurale nel contesto del Comune di Tufo, Comune che conferisce il nome alla denominazione Greco di Tufo e rappresenta uno degli otto comuni del disciplinare di produzione. In degustazione Cantine dell’Angelo si presenta con due sole etichette legate al Greco di Tufo e da poche vendemmie con il Coda di Volpe. Una produzione, frutto di un progetto interessante, molto curato e legato a cinque ettari di vigna, collocati una parte sopra il suolo delle antiche miniere di zolfo.
Gestita dalla famiglia di Lorenzo Simoni, con alle spalle una storia di tre generazioni e 75 anni di attività. La cantina si trova all’interno di Palazzo Monfort, un tempo residenza dei Conti de Melchiori. Una grande attenzione per la tutela e valorizzazione di vitigni autoctoni della tradizione rurale trentina, a fianco della selezione dei Trentodoc.
A Capezzana si produceva vino e olio fin dall’804, come testimonia una pergamena rinvenuta nell’archivio di Firenze e come giustamente la cantina rivendica per testimoniare l'importanza anche storica del sito viticolo di Carmignano. Gli attuali proprietari, i conti Contini Bonacossi, hanno comprato l’azienda dalla vedova Franchetti-Rotschild nel 1920. A capo dell’azienda i figli del Conte Ugo, scomparso nel 2012: Gaddo e Filippo, agronomi, Benedetta, che lavora in cantina, e Beatrice, direttrice marketing dell’azienda. Qui, nel microcosmo di Capezzana, si respira il fascino della storia e dell’arte.
Un'isola felice sulla sommità di un promontorio vulcanico a 250 metri d'altitudine: è qui sulle estreme propaggini dei monti Lessini rivolte a sud-est che negli anni Settanta un ingegnere edile di Montebello decide di puntare tutto sulle autoctone Durella e Garganega. In un'epoca in cui veniva prodotto tanto recioto, Renato Cecchin intuisce la straordinaria potenzialità delle uve bianche coltivate su questo terreno di marne tufacee, calcare attivo e basalto, vinificandole in secco.
La cascina, sede della cantina, è stata costruita nel 1927 e i primi vigneti di nebbiolo a “Barbaresco” iscritti all’albo sono del 1979. Da quell’anno si sono susseguiti impianti fino al 2006. Nel 2011 Francesco e Luca Guermani, fratelli e torinesi di nascita, acquistano la Cascina ristrutturandone i locali. Hanno portato nell’attività la loro originaria passione per il vino e sin dall’inizio si sono impegnati a recuperare vecchi vigneti attraverso una viticoltura sostenibile senza l’uso di pesticidi né diserbi. Grande l’impegno anche nel recupero dei vecchi cascinali nei quali sono state ricavate le nuove cantine e l’agriturismo. Oggi Cascina Alberta è una realtà molto curata, in grado di offrire un’ospitalità di gusto all’enoturista e con un bell’affaccio verso la campagna circostante. I vigneti tutti di proprietà sono collocati intorno alla cantina, che dal 2016 ha iniziato il percorso di conversione al biologico, terminato nel corso del 2019.
La costruzione della cascina risale al 1928 ed ancora oggi appare come la “classica” azienda langarola a conduzione familiare. La posizione è strategica e facilmente raggiungibile lungo la strada che da Alba conduce verso Barolo. Gli ettari vitati di proprietà si trovano tra La Morra e Monforte d’Alba: in prevalenza coltivati a nebbiolo, ma con presenza anche di barbera, dolcetto e cabernet sauvignon. Giorgio e Giovanni Viberti affiancano da anni il padre Luigi, con risultati sempre più positivi. In cantina si respira il senso dell'ospitalità e si percepisce il ruolo del viticoltore, dalla vigna fino al calice che si degusta.
La graziosa cantina della Cascina Castlèt, storica azienda da sempre di proprietà della famiglia Borio, è dal 1970 guidata dalla signora Mariuccia, fra le interpreti più autorevoli della denominazione Barbera d'Asti. La cantina è in fase di ampliamento, con un’attenzione particolare al reparto di appassimento. Fra i vari progetti che caratterizzano l’attività aziendale merita il lavoro di ricerca svolto a favore del raro autoctono Uvalino che oggi Cascina Castlèt produce in un’interessante versione denominata Uceline, nome secentesco che si dava a queste uve a vendemmia tardiva che rimanevano sulla pianta e diventavano oggetto di attenzione da parte degli uccellini nei periodi di magra che precedevano la stagione invernale.
Il nome della cantina testimonia una storia antica. Risale al ’600 ed è legato alla vecchia fattoria (chiamata allora Cascina Luciani) dove i monaci benedettini di Mercenasco producevano vino per il monastero di Savigliano. Successivamente è stata donata all’Opera Pia dei Marchesi di Barolo. Oggi è condotta dai coniugi Giuseppe e Velda Grasso con il figlio Loris, che rappresenta la quarta generazione di una famiglia giunta qui nel 1926. Siamo ai piedi dei vigneti dell’Annunziata, con la cantina comodamente raggiungibile per chi percorre la strada da Alba verso Barolo.
Una bella storia familiare, di vita e di lavoro, legata ad Alexander Bion ed a sua moglie Carlotta Ineichen. Ambedue svizzeri si sono innamorati delle Langhe ed hanno costruito sulle colline di Roddino una realtà vinicola che opera ormai da alcuni anni. Nel tempo hanno acquistato la cascina da cui prende il nome l'azienda ed hanno progressivamente esteso il parco dei vigneti. La passione per il vino li ha portati a seguire direttamente tutta l'attività dalla vigna alla bottiglia, dalle attività di vinificazione alla gestione della cantina.
Romano Dogliotti è l'anima della Caudrina ed un personaggio di spicco nel mondo vitivinicolo piemontese. Anche se negli anni la sua cantina ha sviluppato un'interessante produzione nel settore dei vini rossi, qui è il Moscato il centro dell'attenzione. Con il padre Redento, alla fine degli anni ’60, Romano ebbe l’intuizione vincente di proporre al mercato un grande vino aromatico come il Moscato d’Asti, che aveva una storia secolare, ma era poco conosciuto al di fuori della zona di produzione. Il percorso verso la cantina è arricchito dalla bellezza del paesaggio, lo spettacolo dei vigneti a Castiglione Tinella disegna un’architettura naturalistica lungo le colline, formando una specie di giardino vitato di grande fascino, che impreziosisce questo angolo di Langa vocato alla produzione del Moscato d’Asti.
La visita e l'incontro con Cecchetto richiama il Raboso: una varietà autoctona per eccellenza e versatile, assai diffusa nel trevigiano. Giorgio Cecchetto è stato fra coloro che, negli ultimi vent'anni hanno operato per una importante valorizzazione della varietà. Uomo del vino a tutto tondo, diploma presso la Scuola Enologica di Conegliano, di grande personalità e capacità comunicativa, è alla guida di una cantina di impronta familiare con la moglie ed i figli Marco, Sara e Alberto che sta terminando gli studi universitari.
l castello di Castellengo ospita la casa-cantina di Alessandro Ciccioni, ora arricchita anche da un relais di campagna con formula bed & breakfast, e da un agriturismo poco distante dove consumare pasti e promuovere percorsi nel verde. E' un maniero arroccato sulla prima collina biellese, avamposto prealpino che segna il confine tra la zona delle vigne e quella delle risaie.
Fondata nel 1985 è oggi diretta da Domenico Caretto e Lia Falconieri. L'erbaluce è la varietà che firma il territorio e che Cieck interpreta in diverse versioni, dalle bollicine al passito. La cantina si trova a San Giorgio Canavese (To) circondata da vigneti che possono essere percorsi durante la visita per conoscere meglio l’erbaluce. Merita una menzione il locale per l'appassimento.
Una giovane realtà, nata nel 2005 dal progetto di Amedeo De Luca e Antonio Patricelli. Il biglietto da visita sta nel sito dove hanno scelto di insediare la loro cantina: uno splendido sito naturale, circondato da vigneti e da silenzi. Si apprezza la particolarità di questa viticoltura, con il mare non lontano e la Maiella sullo sfondo: una peculiarità che incide sul carattere della viticoltura abruzzese. La cantina è stata costruita interrata per ridurne l'impatto ed è dotata delle moderne tecnologie. Ambienti eleganti, con grandi vetrate, accolgono il visitatore, con una sala degustazione e locali in grado di ospitare momenti conviviali.
Gruppo nato nel 2008 dalla volontà di due grandi cooperative: la veronese Cantina di Colognola ai Colli e la vicentina Cantine dei Colli Berici. I numeri sono importanti, a cominciare dagli oltre 2.400 soci viticoltori che quotidianamente curano circa 6.100 ettari di vigneto distribuiti su tutte le principali zone vitivinicole del Veneto, dalle colline del Soave e della Valpolicella, alle province di Vicenza e Padova.
E' una delle più antiche e importanti realtà vitivinicole della Provincia di Treviso, protagonista della storia della Marca Trevigiana fin dal lontano 958 quando Berengario II, Re d’Italia, affidò al genero, Conte Rambaldo I antenato della famiglia Collalto, la Contea di Lovadina con prati, pascoli, boschi e vigneti. L’azienda è gestita oggi da Isabella Collalto de Croÿ, primogenita del Principe Manfredo Collalto e chiamata la “Principessa del Prosecco”, la quale ha assunto oltre 10 anni fa la direzione della cantina e dei vigneti lasciati in eredità dal padre. Simbolo della cantina è il Castello di San Salvatore, splendida ed imponente costruzione risalente al 1245, lasciato in eredità dal principe Manfredo Collalto al primo nipote maschio, Emmanuel de Croÿ Collalto, figlio di Isabella.
Contucci è uno dei più importanti nomi storici di tutta la viticoltura toscana. Alcune fonti farebbero risalire le origini della famiglia intorno all’anno 1000. Le cantine sono di proprietà della famiglia dal 1646: hanno sede all’interno dello splendido Palazzo Contucci, esclusiva residenza storica che si trova in una piazza rinascimentale nel cuore di Montepulciano.
E' un luogo tra i più emozionanti di tutta la Langa, la tenuta color giallo pastello è un corpo unico di 30 ettari di vigneto nel meraviglioso anfiteatro del Monfalletto, la cui sovrastante terrazza offre uno stupendo belvedere sulle colline di Langa. Le vigne di nebbiolo da Barolo sono tutte in zona, con la eccezione della vigna da cui ricava il Barolo Enrico VI, che si trova nella menzione geografica di Villero, a Castiglione Falletto. Colpisce per la sua bellezza il centenario cedro del Libano della famiglia Falletti: si trova di fronte alla cantina, in cima al Bricco Gattera: da qui, uno dei luoghi più evocativi e romantici di tutto il comprensorio, potrete godere di una visione a 360 gradi sul mondo del Barolo.

D


D’ALFONSO DEL SORDO
DAMILANO
DARIO DI VAIRA – EUCALIPTUS
DE TARCZAL
DEZZANI
DIEGO PRESSENDA
DOMANDA
DOMUS HORTAE
DONNAFUGATA
Poco fuori dall'abitato di San Severo nella pianura che guarda al promontorio del Gargano, incontriamo una delle cantine che bene esprimono la crescita della viticoltura pugliese, nella parte a nord della regione. Sono terre di grandi tradizioni rurali, con un legame storico con la viticoltura. San Severo è stata anche la prima doc riconosciuta in Puglia. I vigneti sono in gran parte in pianura. Come altrove al Sud la svolta è stata impressa da una rinnovata consapevolezza delle proprie potenzialità e da un rilancio in termini qualitativi a favore dei vini autoctoni.
Nasce a fine ‘800 ed è una delle cantine storiche di Barolo. Attualmente è condotta dalla terza generazione rappresentata da Guido Damilano con i cugini Paolo e Mario, imprenditori anche nel settore delle acque minerali. La cantina si trova, per chi proviene da Alba, ai piedi del tratto in salita che porta verso il comune di Barolo. Le trasformazioni hanno condotto a sviluppare la vocazione per l’enoturismo con personale addetto anche nei weekend e con l’apertura di un secondo e più ampio wine shop nel centro storico di Barolo. La produzione ha numeri importanti e in crescita, con i vigneti principalmente tra Barolo e La Morra e con una presenza significativa ne vicino e storico cru di Barolo di Cannubi di cui oggi l'azienda controlla circa il 60% dell'estensione.
Dario Di Vaira, un diploma di enologo a Pisa e una grande passione per il vino, è la figura di riferimento: rappresenta la nuova generazione di una cantina di impronta familiare, avviata negli anni ‘60 dal padre Pasqualino con la moglie Lisa. Al tempo il modello di azienda agricola prevedeva colture miste e l’uva veniva conferita ai Marchesi Antinori. Dopo l'esplosione del fenomeno Bolgheri vi è stata una graduale conversione alla viticoltura e con l'ingresso di Dario un nuovo inizio.
La fondazione risale al 1973 per opera di Ruggero Dell’Adami de Tarczal. Si trova nella campagna di Isera, lungo la fascia occidentale dell’Alta Vallagarina, E' da decenni autentica roccaforte del Marzemino, rosso autoctono di questa parte del Trentino. La sede ospita, oltre alla cantina, anche un ristorante gestito dalla famiglia: si chiama La Vineria.
La cantina è legata ad una storica famiglia del vino con sede in Cocconato. Nasce nel 1934 con la figura dell'avo Luigi Dezzani e continua oggi, con la terza generazione rappresentata dal nipote Luigi, enologo, e persona di riferimento nella viticoltura astigiana. La continuità di questa storica realtà è garantita oggi dalla famiglia Rocca (cinque generazioni nel mondo del vino) e da Villa Rivalta (mille ettari e centinaia di famiglie riunite in forma cooperativa) che sviluppano tutti insieme sinergie importanti. E' molto esteso il bacino vitivinicolo e numerose sono le collaborazioni con conferitori sparsi tra i diversi terroir della regione.
Vino e accoglienza di qualità si incontrano in questa cantina sita nella località Sant'Anna, sulla strada che da Monforte conduce a Roddino. Prende il nome da Diego Pressenda che l'ha con la signora Rosanna curando anche i successivi ampliamenti. Il nome Pressenda sostituisce, ma solo in cantina, il nome La Torricella, legato all'accoglienza della cantina e composto da agriturismo con camere e ristorazione di qualità. Oggi i titolari operano con l’aiuto dei figli. Silvia, enologa, cura l’azienda agricola, con l’appoggio di Oscar. I vigneti di proprietà si estendono sulle colline della Torricella e del Tiradosso. La produzione è soprattutto rivolta alle tre varietà autoctone a bacca rossa: nebbiolo, barbera e dolcetto.
Cantina familiare che valorizza il Calosso Gamba di Pernice legato all'omonimo vitigno autoctono che appartiene a questo comune sulle colline a sud di Asti, in territori vitati di grande tradizione
Condotta dalla famiglia Fioretti da quasi tre secoli, la cantina è situata nella città del vino di Orta Nova. Le varietà autoctone caratterizzano la produzione con il Nero di Troia in evidenza, prodotto in alcune versioni.
Lanciato nel 1983, il progetto Donnafugata è ispirato ai luoghi e ai nomi evocati da Tomasi di Lampedusa nel “Gattopardo”, ed è dislocato su diversi nuclei aziendali: a Marsala, sede delle antiche cantine di famiglia costruite nel 1851, l’archeologia industriale dell’insediamento storico vive un ruolo ancora attivo e cruciale, centro nevralgico delle operazioni di affinamento e imbottigliamento dell’intera produzione e cuore pulsante dell’azienda; a Pantelleria la cantina è presente dal 1989, per sviluppare un progetto di qualità e di viticoltura eroica consacrata allo zibibbo, coltivato ad alberello pantesco, pratica agricola sostenibile e creativa e inserita fra i beni dell'Unesco; a Contessa Entellina, il grosso dei vigneti in produzione (oltre 250 ettari) è lavorato con pratiche colturali sempre ispirate alla qualità. Le due nuove cantine si trovano a Randazzo e Vittoria: a Randazzo con la produzione di vini legati alla doc Etna, con uno spazio di accoglienza, aperta anche la domenica. A Vittoria, nel sud-est della Sicilia, per il Cerasuolo di Vittoria e il Frappato e con l'apertura nel 2021 di una nuova sede enoturistica. Il cuore di tutto resta comunque a Marsala dove una visita consentirà di apprendere uno spaccato significativo della viticoltura siciliana.

E


EMO CAPODILISTA – LA MONTECCHIA
ENDRIZZI
Sin dal Medioevo l’altura della Montecchia è la preziosa vigna della storica famiglia padovana dei Capodilista. Proprio qui il Beato Giordano Forzatè, antenato dei Capodilista, ebbe insieme a Sant’Antonio uno storico incontro con Ezzelino da Romano nell’estremo tentativo di difendere Padova dalla sua tirannia. Nel 1783 il matrimonio tra Beatrice Capodilista e Leonardo Emo genera la dinastia dei Conti Emo Capodilista. Oggi Giordano Emo Capodilista conduce una cantina all'avanguardia che interpreta in modo eccellente la viticoltura dei Colli Euganei.
La cantina si trova nelle vicinanze dell'Istituto di San Michele all'Adige, un bel sito che introduce alla natura e al vigneto seguendo il percorso di visita che viene proposto. Un vigneto infatti o, attiguo al corpo aziendale, dove i titolari sperimentano la coltura di tante varietà ed offrono al visitatore un profilo della viticoltura trentina. Una presenza storica in Trentino, reca nel 1885 l'anno di fondazione. Una gamma produttiva ampia in cui spiccano alcune eccellenze, come le diverse interpretazioni di Teroldego. I titolari, Paolo e Christine, oggi operano con i figli Daniele e Lisa Maria e sono affiancati nell'attività di accoglienza da Fabio e Marina Scottini.

F


F.LLI SERIO & BATTISTA BORGOGNO
F.LLI VAGNONI
FATTORIA AMBRA
FATTORIA DI MAGLIANO
FATTORIA DI MONTECHIARI
FATTORIA LAVACCHIO
FATTORIA PALAZZO VECCHIO
FATTORIA SAN LORENZO – CROGNALETTI
FATTORIA SANTO STEFANO
FATTORIA VILLA LIGI
FELLINE
FELSINA
FERRARI
FEUDO RAMADDINI
FORTETO DELLA LUJA
FRANCESCO RINALDI & FIGLI
FRANCONE
FRECCIAROSSA
Una cantina con oltre 120 anni di storia e situata in un posto mito, come la collina di Cannubi, uno dei grandi crus del Barolo e in assoluto uno dei luoghi più affascinanti della Langa del Barolo. Azienda di impronta familiare e con la produzione incentrata sui grandi rossi di Langa: spiccano il Nebbiolo d’Alba e il Barolo Cannubi, con i vigneti intorno alla cantina.
Azienda familiare legata alla famiglia Vagnoni, nata nel 1951 nelle terre di San Gimignano e della Vernaccia, il bianco toscano legato a questo territorio. Oggi il podere dei Vagnoni conta 45 ettari, si coltivano uliveti, vigneti, frutteti e orti. La produzione su alcuni vini segue il metodo biologico. Presente anche un agriturismo per l'accoglienza.
La Fattoria Ambra è di proprietà della famiglia Romei e Rigoli fin dal 1950. Il suo nome trae origine infatti dal poema “Ambra”, scritto nel XIV secolo da Lorenzo Il Magnifico. I vigneti sono localizzati in quattro tra i più rinomati “cru” del territorio di Carmignano: la collina di Montalbiolo, l’Elzana, il Santa Cristina in Pilli e il Monte Fortini, accanto alle omonime tombe etrusche. La produzione è sempre molto affidabile, con un'importante selezione di etichette che segnano ormai il tempo da molte vendemmie. Dalla vendemmia 2018 Ambra è certificata biologica.
Un progetto nato alla fine degli anni ‘90 al centro di una vasta tenuta agricola maremmana e legato alla figura di Agostino Lenci, industriale di Lucca e grande appassionato di vino, che ha deciso oltre vent'anni fa di fondare la cantina. Sul versante produttivo, l’azienda può vantare un importante parco viticolo di circa 50 ettari, nonché una cantina di ragguardevoli dimensioni, sviluppata su due livelli; e può offrire così un piccolo ma variegato repertorio di etichette. Il Morellino di Scansano, denominazione del territorio, è affiancato da una serie di etichette espressione di varietà internazionali, con due interessanti monovitigni (syrah e cabernet franc) e il Poggio Bestiale, risultato di un blend.
Una storia che risale al 1977, quando Moreno Panattoni e Catherine Pirmez decisero di recuperare un vecchio casolare agricolo del 13° secolo e riportare i vigneti sulla collina di Montechiari, all'interno del Comune di Montecarlo. Nasce così progressivamente la nuova cantina che prende il nome del luogo e si trova in cima ad un cucuzzolo con intorno vigne e olivi. I vitigni francesi sono sempre stati tradizionali nelle vigne di Montecarlo e i titolari li hanno riproposti, caratterizzando poi tutta la produzione.
Già proprietà della nobile famiglia fiorentina dei Peruzzi, che la edificò nel 1700, la Fattoria Lavacchio venne acquistata nel 1840 dai Marchesi Strozzi Sacrati di Mantova, che mantennero la proprietà fino al 1978, quando subentrarono gli attuali titolari, i fratelli Marino e Giuseppe Lottero, originari di Genova. Alla conduzione dell’azienda collabora anche Faye, figlia di Marino, e suo marito. Assisa sul colle di Montefiesole a 400 metri di altitudine, dove la viticoltura incrocia la storia romana, circondata da vigne e olivi, questa Fattoria è uno dei luoghi più silenziosi e incantevoli del Chianti Rufina.
Marco Sbernadori con la moglie Maria Alessandra Zorzi coadiuvati dai figli, coltivano la tradizione vitivinicola del posto. La cantina si trova in località Valiano, un tempo dogana fra la Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana. Il sito risale al 1300, in cantina si respira l'atmosfera di una realtà radicata nella storia. Vi è un bel paesaggio di vigneti che circonda la cantina, con un affaccio sulla campagna toscana e con il cru Terrarossa visibile sullo sfondo. Il Vino Nobile non subisce contaminazioni da vitigni alloctoni ma è realizzato rigorosamente in modo tradizionale e cioè con 100% di uve Sangiovese, qui a Montepulciano denominato “Prugnolo Gentile”.
L'incontro con questa cantina consente di degustare diverse versioni di verdicchio, fino alle annate anteriori del San Lorenzo che meritano una menzione speciale. l verdicchio è stato sempre vinificato e venduto sfuso fino al 1993. Natalino Crognaletti, l'attuale titolare, tra i più sensibili “bianchisti”, inizia a imbottigliare nel 1994. Oggi egli è uno degli interpreti più autorevoli della varietà, anche se nel percorso delle varie vendemmie è di recente "uscito" dalla denominazione proponendo versioni di ricerca e originali: meritano la conoscenza e l'assaggio.
La famiglia Bendinelli fin dal 1960 conduce la Fattoria Santo Stefano, situata nelle colline di Greve in Chianti, con 19 ettari di vigne tra i 380 e i 450 mslm, principalmente coltivate a vitigni autoctoni, soprattutto sangiovese, ma anche in piccola parte a merlot e cabernet sauvignon.
Stefano Tonelli, enologo, conduce con il padre Francesco questa realtà familiare che conduce nella Valle del Cesano, in un territorio al sud della provincia di Pesaro/Urbino, al confine con il colli del Verdicchio. Dalla vendemmia 2018 l'azienda inizia la produzione di Vino Biologico certificato. La visita in cantina è anche l'occasione per conoscere il territorio di Pergola, comune fondato 800 anni fa dagli abitanti di Gubbio. Vi è un'antica tradizione della vite che qui è legata alla Vernaccia Rossa di Pergola, clone di aleatico. I Tonelli coltivano vigneti posti fra i 300 e i 480 mt di altitudine; vigneti in Pergola e nel vicino Comune di San Lorenzo al Campo.
Felline è oggi il nome aziendale, da sempre riferimento più importante del più complessivo progetto Accademia dei Racemi. Progetto nato nel 1998 dalla volontà di Gregory Perrucci e pensato per valorizzare le varietà autoctone della regione. Sia a favore di quelle più presenti nella produzione, sia nell'intento di valorizzare e recuperare varietà rare o a rischio di estinzione.
Appena fuori dal bel centro storico di Castelnuovo Berardenga, Felsina è custode autorevole di grandi Chianti in terra toscana, ormai da molte vendemmie. Una selezione di etichette di particolare pregio, che si rinnovano nel tempo, con alcune vette nella valorizzazione del sangiovese, rappresentate dal Riserva Rancia e dal Fontalloro, senza dimenticare in chiave di varietà internazionali l'etichetta del Maestro Raro. Il sito aziendale è in una zona di frontiera dove termina il Chianti Classico coi suoi terreni rocciosi di natura calcarea (alberese) e inizia la valle dell’Ombrone, con le crete senesi e le terre sabbiose e limose.
Le “bollicine” Ferrari hanno più di un secolo di vita e rappresentano una delle pagine più significative per raccontare la storia del vino italiano. Sono nate infatti nel 1902 dalla convinzione di Giulio Ferrari che il Trentino fosse la miglior terra per coltivare chardonnay. Cinquant’anni dopo la cantina fu acquisita da Bruno Lunelli, che continuò sulla strada tracciata dal fondatore. Oggi le Cantine Ferrari sono gestite dalla terza generazione della famiglia Lunelli, Marcello, Matteo, Camilla e Alessandro. Le cantine sono una sorta di tempio del metodo classico italiano, dove storia e tecnologia si fondono.
La cantina nasce nel 2003 per opera di Carlo Scollo e Francesco Ristuccia. Nel corso di pochi anni ha saputo affermare un suo stile produttivo e consolidare l'attività con una produzione che bene si combina con la valorizzazione delle varietà autoctone con la sperimentazione delle varietà cosiddette internazionali. Si trova a Pachino, in una delle zone più affascinanti della Sicilia. L'allestimento della cantina ha recuperato e valorizzato il concetto di “magazzino” del vino che un tempo metteva in comunicazione, attraverso speciali condutture, le strutture di produzione con il porto di Marzamemi, per favorire il trasporto delle merci via nave. Vi è un'area degustazione e un piccolo museo costituito dagli antichi utensili legati alla lavorazione dell'uva.
La cantina è legata ad alcuni vini che ne caratterizzano da anni la produzione a cominiciare dal Piasa Rischei, in produzione da 34 anni. Un vino straordinario che ha contrassegnato una denominazione, il Loazzolo, ed una visione del moscato in una diversa interpretazione. Un vino simbolo, lanciato con lungimiranza quando pochi avrebbero scommesso sul successo che poi ha avuto il vino italiano. Giancarlo Scaglione, tra i più noti consulenti enologici, è stato il protagonista di questo percorso e oggi prosegue la sua opera con i figli Giovanni e Silvia. Il celebre Forteto della Luja nel 1992 ottenne la denominazione di origine Loazzolo, con un severissimo disciplinare di produzione. L’omonima azienda agricola, documentata fin dal 1826, dispone di una grotta-cantina e di una parte del fabbricato risalenti al 1700.
E' una cantina storica del Barolo, con una sede nel centro di Alba, a due passi dalla Piazza Michele Ferrero, e il cuore nel grande cru di Cannubi a Barolo, in uno dei più bei siti di tutta l'area del Barolo. Oggi è condotta da Paola e Piera Rinaldi, con la presenza discreta dello zio Luciano, figlio di Francesco Rinaldi che, con il fratello Michele, negli anni '60 diede un notevole impulso all'attività, coltivando le intuizioni di chi lo aveva preceduto. Un marchio storico, con grandi selezioni di Barolo e con uno stile sempre volto ad affermare il carattere del nebbiolo. Attraverso le etichette di Rinaldi, si percorre un tratto importante della storia del Barolo.
Condotta da Mauro Francone con i figli Marco e Fabrizio, enologo. Opera da oltre 50 anni ed ha sempre sviluppato una vocazione all’accoglienza con la prima sala degustazione allestita a fine anni ’60. La produzione privilegia il Barbaresco con una menzione per la Riserva. Merita una segnalazione anche il metodo classico che l’azienda produce da quasi 50 anni.
Le origini risalgono ai primi dell’Ottocento quando il dottor Mario Odero, genovese di nascita, decise di cambiar vita, abbandonando l’Inghilterra, dove curava i commerci di carbone con l’Italia, per tornare in patria. Si stabilì a Casteggio, in Oltrepò Pavese, acquistando alla fine della prima guerra mondiale la tenuta Frecciarossa.

G


GIACHINO VINI
GIGANTE ADRIANO
GIORGIO SOBRERO
GUIDO PORRO
GULFI
Una realtà nata nel 1996, con una piccola produzione di dolcetto che poi si è estesa ad altre varietà nel corso degli anni con la crescita della famiglia. Oggi la cantina è condotta da Claudio con il figlio Paolo; è immersa nel verde, circondata da vigneti e noccioleti. Da segnalare l’ospitalità in cantina con gli appartamenti dell’Agriturismo Rainé ricavato dalla ristrutturazione della cascina di famiglia.
Adriano Gigante conduce la cantina con Giuliana Gigante ed Ariedo, esperto enotecnico. Una storia di famiglia iniziata nel 1957, allorquando i Gigante cominciarono a cimentarsi con la produzione vitivinicola con Ferruccio, al tempo mugnaio, e un vigneto di friulano, che allora si chiamava ancora “tocai” e che oggi confluisce nell’etichetta simbolo dell’azienda, quel Friulano Storico che segna un riferimento imprescindibile per questo grande bianco italiano.
Una storia di coltivazione della vite nata a inizio Novecento, fino all'attuale titolare Giorgio Sobrero che conduce l'azienda con la moglie Manuela. La cantina si trova sulle le colline di Montelupo Albese, un sito panoramico e molto apprezzato che gode di un affaccio verso la bassa Langa del Barolo e verso le colline intorno ad Alba.
La cantina si trova all'ingresso del paese di Serralunga, sopra il Cru di Lazzarito. La conduce Guido Porro, rappresenta la quarta generazione di viticoltori e prosegue il lavoro del padre Giovanni. L'azienda coltiva vigneti nei siti di Lazzairasco, Santa Caterina ed 'l Pari. La produzione è fedele alle tradizioni di Langa con risalto per il Barolo, di cui Porro produce differenti etichette, valorizzando i siti di Serralunga, uno dei centri di maggiore vocazione e risonanza all'interno del disciplinare di produzione. Vi è stato un rinnovamento dei locali della con la previsione di nuovi locali per la degustazione ed una grande terrazza in cui poter ammirare il vigneto di Serralunga e le montagne dell'arco alpino.
Cantina fondata da Vito Catania, imprenditore di successo in Brianza, spronato da una grande passione per il vino. Ha realizzato uno dei progetti più interessanti dell'isola, avvalendosi della preziosa collaborazione dell'enologo Salvo Foti. Vito Catania è scomparso nel maggio del 2017 e oggi sono i figli a proseguire l'attività. Essa si divide su due fronti: un centro aziendale in Val Canzeria, nell’entroterra ragusano dei Monti Iblei, dove hanno sede gli uffici e una nuova imponente cantina per la vinificazione e l’affinamento; e un nucleo in Val di Noto, nelle contrade di Pachino storicamente più vocate alla vitivinicoltura.

I


I PASTINI
IL PALAGIONE
IL RONCAL
Nata nel 1996 su iniziativa della famiglia Carparelli, si trova nel cuore della Valle d'Itria. Costruita intorno ad un antico palmento, la costruzione, vista dall'alto, appare con la forma di una botte. Molto attenta al patrimonio viticolo locale, ha lanciato una selezione di monovitigni assolutamente originale. Notevole l’attività di enoturismo con tour e degustazioni nel palmento.
Il Palagione si colloca nella periferia di San Gimignano, a sud del poggio del comune, nella vecchia proprietà terriera di Castelnuovo San Gimignano, oggi chiamata Castel San Gimignano. La cantina prende il nome del luogo, risale al catasto leopoldino. È la creatura di Giorgio Comotti, imprenditore milanese in altro settore, che ha dapprima investito nella cantina, con vigne piantate nel 1997. Poi, dal 2014 la scelta, condivisa con moglie e figli, di trasferirsi definitivamente a San Gimignano. 14 ettari di vigneto attorno alla cantina e 6 in frazione Montagnana da cui ricava anche un cru di Vernaccia.
Il Roncal in friulano significa "podere, posto in collina coltivato a terrazze" ed è proprio il sistema di vigneti terrazzati della collina che si osserva dalla cantina. Ampi sono gli ambienti della cantina (con uno spazio interrato per la maturazione e l’affinamento dei vini, un altro a ventilazione controllata per l’appassimento delle uve, e un futuro locale nella torre panoramica per esposizioni e degustazioni), molto elegante il wine shop che accoglie i visitatori con spazi per promuovere degustazioni e conoscere il profilo produttivo.

L


LA CANONICA
LA CASTELLA
LA COSTA
LA MASERA
LA PARRINA
LA RAIA
LA SOURCE
LA SPINA
LA TORDERA
LA TOSA
LA VIARTE
LE BERTILLE
LEONE DE CASTRIS
LES CRÊTES
LIBRANDI
LIS NERIS
LUNAE BOSONI
La famiglia Vannetti si è insediata agli inizi degli anni Sessanta in questo territorio tra le crete senesi e la Val d’Orcia. Il capostipite Orfeo è affiancato nella gestione aziendale dalla moglie Diana e dalle figlie Serenella e Donella. La cantina è situata in una posizione panoramica davvero notevole per fascino ed ampiezza.
La famiglia Crippa promuove un progetto ambizioso fra vino e accoglienza all’interno del parco di Montevecchia e della Valle del Curone, nato ufficialmente nel 2002. La cantina è ricavata negli spazi della cascina Galbusera Nera, i vitigni scelti guardano alle varietà internazionali con un panorama di etichette cresciuto nel tempo e non manca di originalità nelle proposte. Una menzione a parte è riservata al verdese varietà autoctona locale e che la cantina ha recuperato.
Oltre 10 anni di storia per un’azienda nata nel 2005 da un gruppo di amici intenzionati a dare smalto alla varietà erbaluce, in particolare nel passito. Nove soci iniziali, attualmente sei i protagonisti: uniti dalla passione per il vino, recuperando una vecchia cantina a Piverone. Il nome La Masera trae origine dal primo vigneto impiantato a Settimo Rottaro, ove era presente un muro di pietra a secco che, in dialetto, viene appunto chiamato masera. Dalla cantina si può osservare La Serra morenica alle spalle e una bella vista sulla campagna canavesana, con le vigne di erbaluce intorno. I vigneti si trovano fra Settimo Rottaro e Piverone, coltivati a pergola e guyot. La cantina è legata alla varietà erbaluce, che assorbe oltre il 70% della produzione, vinificata nelle tre versioni (spumante, fermo e passito) ed anche con nuove etichette che arricchiscono il panorama produttivo.
La Parrina è un affascinante borgo a cui si accede lasciando la superstrada tirrenica nei pressi della zona di Orbetello. L’antica fattoria La Parrina, è di proprietà della marchesa Franca Spinola: un'azienda agricola con una proprietà significativa, divisa fra 500 ettari di azienda agricola e 500 ettari di bosco. La denominazione d'origine Parrina, di cui l'azienda è di fatto l'unica rappresentante, è stata un riconoscimento alla vocazione viticola del luogo, legato ad un vecchio monastero del '200, attorno al quale si sono nel tempo edificati gli altri ambienti.
Si trova nel cuore delle colline del Gavi dove si coltiva il cortese, vitigno autoctono, fin dal 972. Una grande tenuta che si estende complessivamente per 180 ettari dove si trovano, oltre ai vigneti, un lago ricco di pesci, boschi centenari, campi di cereali e prati. Il Gavi è il vino principe, prodotto in differenti versioni. Presente anche un'attività di accoglienza con la Locanda La Raia.
A pochi chilometri da Aosta e con la vista sul bel castello di Saint Pierre si incontra la cantina di Stefano Celi. Il nome aziendale si richiama alla "sorgente" che si trova in cantina. L'azienda è nata nel 2003: Celi, perito agrario e discendente da una famiglia che per generazioni si è dedicata all'attività agricola, decide dal 2005 di impegnarsi a tempo pieno nella nuova sfida de La Source. I nuovi locali della cantina sono stati completati nel 2016, con il recupero anche di una vecchia stalla. Nella stessa struttura è stato aperto un nuovo punto vendita con degustazione e, su prenotazione anche punto ristoro.
Nata con l’intento di coniugare al meglio l’antica vocazione locale nella coltivazione della vite con le metodologie di vinificazione più attuali, La Spina è una piccola realtà vitivinicola di nicchia ritagliata sulla passione e l’energia del suo ideatore Moreno Peccia; la sua attività si caratterizza per l'impegno nella sperimentazione e nella ricerca, come attestano anche le ultime etichette uscite in produzione.
Una cantina di impronta familiare con una selezione importante di Prosecco ed a pieno titolo uno dei punti di riferimento della denominazione. Pietro Vettoretti la conduce con la moglie Mirella e i figli: Renato e Paolo si occupano della vinificazione, mentre Gabriella segue la parte commerciale. La storia di questa cantina è intimamente connessa al podere La Tordera di Cartizze, culla viticola di Valdobbiadene e dove è nata la cantina.
Una storia nata nel 1980 con l’acquisto di terreni in Val Nure da parte dei fratelli Stefano e Ferruccio Pizzamiglio, nati a Milano da madre piacentina e padre milanese. Il panorama produttivo è legato alle varietà del territorio piacentino: con la malvasia di Candia aromatica e iol Gutturnio in evidenza. Ospita inoltre un museo del vino ricco di strumenti d’epoca e un archivio-biblioteca.
"Viarte" in friulano significa primavera. Condotta da Alberto Piovan, con 22 ettari di proprietà accorpati intorno alla cantina in un complesso sistema di terrazzamenti. Fra i vini autoctoni curati dalla cantina, si segnala lo Schioppettino, che ha in Prepotto la sua terra d’elezione. E’ presente una struttura per l'accoglienza con quattro camere a disposizione.
A 2 chilometri da Montepulciano si incontra l'azienda della famiglia Roberti. Si compone di due Poderi: Le Bertille (territorio di Poggiano) e La Casella (territorio di Canneto). La storia inizia nel 1971 con l'acquisto del primo podere, denominato proprio Le Bertille. La famiglia ha origini romane, un'affezione verso le terre di Montepulciano, opera con l'idea di trasformare il rapporto con la campagna in un'attività d'impresa. La produzione vinicola è mirata con poche selezionate etichette: è incentrata sul sangiovese.
Vino e storia a braccetto. Il Museo del Vino "Piero e Salvatore Leone De Castris" visitabile a fianco della cantina rappresenta la migliore testimonianza dell'importanza di questa azienda per la storia del vino pugliese. Siamo a nord-ovest della penisola salentina. La storia inizia nel 1665 grazie al Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco, Conte di Lemos. All’inizio del 1800 l’azienda inizia a esportare vino greggio all’estero. È del 1925 il primo imbottigliamento di Piero e Lisetta Leone De Castris. Nel 1943 nasce il Five Roses, primo rosato italiano. L’azienda è quindi passata a Salvatore Leone De Castris e, in seguito, al figlio Piernicola, che oggi la dirige.
Una lunga storia di famiglia che inizia con il trisnonno Bernardin Charrère in Aymavilles intorno al 1750, costruendo la cantina e il frantoio per le noci. Costantino Charrère ha proseguito l’opera ed è oggi un indiscusso leader del vino valdostano di qualità. Interessante l’architettura della cantina, premio speciale della Guida Cantine d’Italia 2020.
I Librandi coltivano la vite da quattro generazioni e l’imbottigliamento con l’attuale marchio ha inizio negli anni ‘50. Pur essendo un’impresa a conduzione familiare, l’azienda vanta una strutturazione molto articolata e può contare su oltre 200 ettari vitati distribuiti su diversi territori: dall’area storica del Cirò, al comprensorio della Doc Melissa, alla Val di Neto. A fianco del gaglioppo, due vitigni sono stati negli anni oggetto di una particolare valorizzazione: il magliocco e il mantonico.
Di proprietà della famiglia Pecorari dal 1879, è condotta oggi da Alvaro Pecorari. Il confine sloveno a nord e la riva destra del fiume Isonzo a sud delimitano gli ettari del vigneto di Lis Neris, che valorizza in particolare la tradizione dei vini bianchi della regione. All'interno della cantina è presente il Relais Lis Neris che rappresenta l'accoglienza dell'azienda.
Il percorso ha oltre 50 anni ed è iniziato nel 1966 quando Paolo Bosoni creò Cantine Lunae, proseguendo il lavoro e la tradizione della propria famiglia. Oggi la cantina comprende 40 ettari di vigneto, suddivisi in 15 poderi, con oltre 200 contadini locali che conferiscono le loro piccole produzioni di uva, mantenendo così vive le tradizioni di questa zona. La produzione vinicola è articolata e interessante: con una prevalente attenzione a favore del vermentino, di cui produce una serie di interessanti versioni che valorizzano sia i vigneti (come nel caso del cru del Cavagino) sia il tema della longevità, con la etichetta del Numero Chiuso.

M


MACIOT
MACULAN
MALVIRÀ
MANARA
MANZONE GIOVANNI
MARCHESI ALFIERI
MARCHESI DI BAROLO
MARCHESI DI GRESY – TENUTE CISA ASINARI
MARCHESI GONDI – TENUTA BOSSI
MARELLO
MARISA CUOMO
MAROTTI CAMPI
MARTILDE
MASSUCCO
MATTEO CORREGGIA
MICHELE CHIARLO
MOCCAGATTA
MONTE DEL FRA’
MONTE TONDO
MONTECAPPONE
MONTENIDOLI
MORMORAIA
MORODER
Paolo Macchia è l'anima di questa cantina familiare, nata nel contesto di un'azienda agricola con altre produzioni (nocciole in primis), costruita negli anni attraverso una viticoltura rigorosa e rispettosa dall'ambiente. Valorizza i siti, le altimetrie e il clima di Cocconato, territorio storico del vino piemontese, e introducendo tutta una serie di innovazioni nel vigneto. Avviando dal 2010 un percorso di biodinamica che ha condotto ad ottenere la certificazione Demeter nel 2013.
La famiglia Maculan è un punto di riferimento della viticoltura di Breganze da tre generazioni. Fausto Maculan non è solo un enologo e un produttore di talento, ma un personaggio carismatico, occupando un ruolo di prestigio non solo nel contesto della denominazione Breganze, ma nel mondo del vino veneto. La cantina si trova in Breganze non lontano dalla piazza centrale ed è un punto di riferimento per il territorio.
Nel Roero la cantina dei fratelli Damonte. Il nome Malvirà deve la sua origine alla posizione del cortile, che invece di trovarsi a sud come vuole la tradizione, è esposto a nord, risultando quindi “mal girata”. Un panorama produttivo importante incentrato sulla viticoltura del territorio. Nei pressi della cantina il complesso di Villa Tiboldi, in mezzo ai vigneti, con camere e ristorante gourmet.
La storia dei Manara ricalca quella di altre cantine della Valpolicella Classica, con un'impronta familiare. I vigneti si trovano nella Valpolicella Classica, tra i Comuni di Negrar, San Pietro in Cariano e Marano di Valpolicella. Tutta la produzione è incentrata sulla tradizione del territorio, con l'Amarone della Valpolicella ai vertici.
La storia vitivinicola della famiglia Manzone inizia con Giovanni, padre dell’attuale, omonimo titolare, che nel 1925 acquista il “Ciabot del Preve”, la casa del prete di Castelletto (località di Monforte), cominciando così l’attività di cantiniere. Le prime bottiglie cominciano a essere vendute nel 1965 dal figlio Giovanni, che conduce questa tipica cantina familiare di Langa con spirito da vignaiolo vero e con l'aiuto del figlio Mauro. Nel percorso di visita si apprezza il luogo e la sottozona delle Gramolere, la cantina interrata con tutte le tecnologie, la luminosa e ampia sala degustazione dove poter degustare e commentare i vini della cantina e apprezzare il magnifico versante di Serralunga che si apre davanti ai vostri occhi. Giovanni Manzone comunica una precisa idea del vino, è molto legato alla sua terra e alle tradizioni. La selezione dei Barolo è molto interessante e di grande qualità.
Nel 1982 la proprietà del Castello e delle vigne passa dai Marchesi Alfieri, signori di San Martino, alla famiglia dei Marchesi di S. Martino di San Germano, loro naturali eredi. Dal 1999 arriva in cantina Mario Olivero, enologo e attuale direttore tecnico. La sua prima Barbera Alfiera è quella del 2001. E' il vino simbolo della cantina e si ricava dalla vigna Alfiera: ceppi che hanno un'età media di oltre sessant’anni. Il panorama produttivo è incentrato sui vini rossi e ha nel pinot nero un altro vitigno di riferimento. Nella visita potrete ammirare dall’esterno l’antico e splendido castello in stile barocco, tra i più eleganti del Monferrato. Dal 1988 le sorelle Giovanna, Antonella e Emanuela San Martino di San Germano hanno riattivato la produzione nelle antiche e coreografiche cantine. Di recente è stata realizzata una cantina per la produzione dello spumante metodo classico ed è stata allestita una nuova reception aziendale.
Una cantina da conoscere con la prestigiosa storia del Barolo. Con la Marchesa Giulia Colbert di Maulevrier, nel 1864, si estinse la stirpe dei Falletti di Barolo, “creatori” dell’omonimo vino, ma a perpetuarne il ricordo rimase l’Opera Pia Barolo. In quegli anni nasceva Pietro Abbona, che intorno al 1895 iniziò la sua attività nelle cantine paterne, riuscendo poi ad acquistare l’Agenzia della Tenuta Opera Pia Barolo, che oggi è la Marchesi di Barolo. La produzione è ampia, con importanti cru di Barolo e con tutti gli altri rossi di Langa.
Alberto di Grésy è il titolare e personaggio di riferimento di questa importante cantina nel comprensorio del Barbaresco. La discesa in automobile dalla frazione di Tre Stelle alla Tenuta, attraverso le anse di una meravigliosa conca vitata, sono il magico preludio agli ambienti di questo château dai colori rosa-giallo: la piccola cantina storica; la nuova aula “basilicale” in ghiaia e pietra per le barrique (per tacere dei tre infernotti con pareti in tufo); l’incantevole, luminosa sala degustazione con affaccio sul vigneto Martinenga, caratterizzata da oculi, tinte pastello, metallo, plastica e legno (le travature del soffitto e il pavimento) e cucina a vista; per chiudere con il belvedere della terrazza fiorita che si apre sul bricco di Villa Giulia a Treiso, adorno di vigne. La produzione esalta il Barbaresco, con alcune etichette diventate nel tempo riferimenti importanti per la denominazione.
Nobile famiglia fiorentina legata ai Medici, i Gondi acquistarono la Tenuta Bossi alla fine del 1500. All'interno della denominazione Chianti Rùfina, una proprietà che si estende su una superficie di oltre 300 ettari, incorporando un’ampia porzione di boschi, un oliveto che dà vita a un pregiato olio extra vergine e un vigneto di circa 20 ettari, con terreni posizionati anche a 400 mslm.
Raffaella e Maurizio coltivano i vigneti di dolcetto che furono impiantati dal loro nonno materno “Minotu” e dei suoi fratelli negli anni ’50, riprendendo una tradizione di famiglia. Aderiscono al progetto della Coldiretti “Green Experience” per un miglioramento ecologico nella gestione della vigna e del paesaggio. Nella bella stagione è possibile degustare i loro vini in una terrazza con vista sulla langa del Barolo.
Gran Furor Divina Costiera è un marchio che risale al 1942, quando iniziò a essere impiegato per commercializzare i vini ottenuti dai terrazzamenti della Costa di Furore. Andrea Ferraioli, ultimo discendente di un’antica famiglia di vinificatori locali, e la moglie Marisa Cuomo lo acquistarono nel 1980, segnando così l’inizio della loro avventura enologica in un terroir affascinante quanto impervio. Diversi i motivi per una visita tra i quali la cantina scavata nella roccia, un patrimonio viticolo “eroico” unico al mondo.
La famiglia Marotti Campi è proprietaria di 120 ettari di terra a Morro d’Alba da 5 generazioni. Negli anni ha sviluppato la vocazione viticola coltivando soprattutto Lacrima e Verdicchio. La località Sant'Amico si trova poco fuori dall'abitato di Morro e rappresenta un sito che da solo merita un percorso nella quiete della bella campagna marchigiana. La moderna cantina è nata nel 1999: qui si vinificano esclusivamente le proprie uve, per la produzione di vini fortemente legati al territorio. La villa di famiglia risale al 1850 ed è aperta al pubblico come punto di degustazione e vendita.
La cantina è condotta da Raimondo Lombardi e Antonella Tacci. Si trova a Rovescala che rappresenta il crinale più orientale dell'Oltrepò Pavese, ormai a ridosso dei Colli Piacentini. Un Comune storico del vino legato al vitigno croatina e, conseguentemente, al vino Bonarda che la cantina produce in differenti versioni.
Una realtà dinamica e di impronta familiare. Ha un buon profilo produttivo ed una forte attenzione al tema dell'accoglienza e dell'enoturismo. E' cresciuto così negli anni il progetto dei Massucco e si coglie in una struttura che ospita cantina e ristorante, nella frazione San Giuseppe di Castagnito. I locali sono in collina, in un bel paesaggio, dopo aver lasciato la valle del Tanaro, con una forte presenza del vigneto. La cantina è gestita dai fratelli Armando e Celeste, ai quali negli ultimi anni si sono affiancati i cugini Loris e Roberto Massucco. La "quota rosa" della cantina invece si occupa dell'accoglienza in cantina. La produzione presenta un numero importante di etichette, ed è incentrata sui vini del territorio con interpretazioni sempre affidabili.
Le prime vigne sorsero per volontà del nonno Matteo Correggia, omonimo del nipote, che nel 1935 suddivise con i propri fratelli i beni dell’eredità del bisnonno. Giovanni proseguì fino agli anni Ottanta con l’aiuto del giovane figlio Matteo. Purtroppo la strada tracciata da quest’ultimo per il rilancio dei rossi della zona s’interruppe tragicamente nel giugno 2001 con la sua scomparsa. Oggi la guida della cantina è condotta della moglie Ornella, con i figli Giovanni e Brigitta. La grande cascina-cantina dei Correggia è un punto di riferimento per molti enoappassionati. Le etichette richiamano l’impegno e la memoria di Matteo e testimoniamo la continuità e l'impegno della signora Ornella che, ormai in tanti anni, ha saputo proseguire con tenacia e successo l'opera.
Michele Chiarlo è un personaggio del vino piemontese e fra le figure più carismatiche del vino astigiano. Enologo, ha fondato l’azienda vitivinicola oltre cinquant'anni fa, seguendo da protagonista tutte le vicende che hanno caratterizzato in questi decenni il mondo del vino italiano. Il panorama di vigneti è articolato e si riscontra anche nelle etichette che l'azienda presenta. Una vocazione storica verso la Barbera d'Asti, con il merito di aver creduto nelle potenzialità del territorio del Nizza e di aver promosso anni fa l'Associazione dei Produttori del Nizza. Lo sguardo si è poi rivolto verso il Barolo, con l'acquisizione di vigneti del cru Cerequio.
La Moccagatta, nome che deriva dai terreni sui quali l’azienda è situata, nasce nel 1952 da un progetto di Mario Minuto. Il nebbiolo domina il vigneto aziendale con 7 ettari coltivati in Barbaresco e Neive. Si incontra la cantina lungo la strada che conduce al borgo di Barbaresco; lo sguardo viene colpito da una forte presenza del vigneto che segna tutto il paesaggio.
Situata nel cuore del Custoza, è stata fondata dai fratelli Eligio e Claudio Bonomo nel 1958. Si articola attraverso una serie di Tenute: oltre a quella che dà il nome all’azienda, Cà del Magro, Monte Godi, Mascarpine, Staffolo, Monte Fitti e Grottino, toponimi delle località di riferimento. Dalla valorizzazione del Custoza alle etichette della Valpolicella, con l'Amarone ai vertici, in un'articolazione di proposte davvero significativa.
Una storia avviata oltre trent’anni fa per opera di Gino Magnabosco. Si trova in una posizione strategica per una visita, fra i due principali centri della denominazione, Soave e Monteforte d’Alpone. Gino Magnabosco è affiancato nella conduzione dalle figlie Marta e Stefania. Siamo nelle terre del Soave, interpretato in differenti versioni, valorizzando alcuni cru e con etichette in grado di reggere il tempo.
La cantina ha appena festeggiato nel 2018 i 50 anni della fondazione. Condotta da oltre 20 anni dalla famiglia Bomprezzi-Mirizzi, che vanta una lunga esperienza nel mondo del vino maturata in oltre cinquant’anni di gestione di una delle più qualificate enoteche di Roma. Il verdicchio è il vitigno di riferimento in cantina, con differenti etichette.
Una cantina di riferimento per la Vernaccia di San Gimignano, prodotta in differenti versioni. È legata alla figura di Elisabetta Fagiuoli, donna del vino colta e appassionata. È giunta a San Gimignano nel 1965 e ha costruito gradualmente un ambizioso progetto nella località che porta il nome della cantina. Nella parte ovest della denominazione, non lontano dal borgo storico. Il primo vino è del 1971. La cantina è attenta alla viticoltura di territorio e presenta selezioni di Vernaccia di grande personalità che con il Carato che regge il tempo con eccellenti risultati.
Il Podere Mormoraia sorge in un vecchio convento ormai del tutto ristrutturato, in una posizione panoramica tra le più belle del territorio, non lontano dal centro storico di San Gimignano che si scorge dall'agriturismo. Acquistato dalla famiglia Passoni nei primi anni ’90, si è sviluppato con un progetto ambizioso che unisce vino e accoglienza. Il contesto paesaggistico è affascinante, il sito è avvolto dal silenzio della campagna. Arrivando a Mormoraia si percepisce una presenza importante del vigneto che sta attorno alla cantina e all'elegante agriturismo.
La storia recente ha come anno di riferimento il 1984, anno in cui Alessandro e sua moglie Serenella orientano la produzione aziendale verso quella qualità che pone il marchio tra i più rappresentativi della regione. Da anni la cantina ha la certificazione biologica su tutta la produzione aziendale; già dal 2011 Moroder è autosufficiente dal punto di vista energetico utilizzando pannelli fotovoltaici. Il panorama produttivo propone più motivi di interesse: da annotare il percorso compiuto nella valorizzazione della varietà montepulciano, con le diverse etichette oggi presenti e che arricchiscono la conoscenza nel corso della visita.

N


NADA GIUSEPPE
NEGRO ANGELO & FIGLI
NEGRO MARIA LUIGINA
La cantina è stata fondata negli anni '60 da Giuseppe che oggi la conduce insieme a suo figlio Enrico. La tradizione vitivinicola della famiglia Nada risale tuttavia ai primi del '900. La rosa, in un primo tempo dorata e poi diventata rossa è il simbolo identificativo della cantina che possiamo trovare su ogni etichetta: ricorda il legame con il territorio e il vitigno principe della loro viticoltura, il Nebbiolo, e rimanda alle note olfattive che si possono ritrovare nel calice. I vigneti di nebbiolo sono ubicati nelle menzioni Marcarini e Casot, della quale sono gli unici produttori del disciplinare.
Situata a Monteu Roero (Cn), fa oltre tre secoli la cantina è a conduzione aziendale e familiare, con a capo oggi Giovanni Negro. La barricaia sotterranea è imponente. Il lavoro di ricerca ha portato a proporre per l'Arneis l'etichetta dei Sette Anni, per affermare le potenzialità del vitigno nel saper reggere il tempo. Una realtà in costante crescita che dal Roero ha esteso la produzione anche nella zona del Barbaresco e del Barolo.
La famiglia Negro conduce l’azienda dal 1945 puntando sulla produzione di uva moscato e sulla coltivazione di vitigni tipici delle Langhe, come il barbera e l’arneis.

P


PAKRAVAN – PAPI
PALLADINO
PALTRINIERI
PAOLO MANZONE
PILEUM
PODERE FORTUNA
PODERE RIOSTO
PODERE RIPARBELLA
PODERE SELVA CAPUZZA
PODERI COLLA
PODERI LUIGI EINAUDI
PODERI MORETTI
POGGIO LA LUNA
POGGIO RIDENTE
POGGIOLELLA
PONCHIONE
Il progetto nasce dall’incontro di vita e lavoro fra Amineh Pakravan ed Enzo Papi. Questo spiega il particolare nome dell’azienda, che viene avviata dal recupero di un vecchio podere su una sommità a 7 km. dal mare, con una eccezionale vista su 20 km. di costa, che da sola merita il viaggio. Si trova immersa nella natura, con impagabili silenzi, anche se il sito non è lontano da Cecina o dall’area di Bolgheri. Nel 2000 i nuovi impianti di vigneti, a seguire la costruzione della nuova cantina.
E’ una delle cantine storiche di Serralunga, uno dei Comuni di riferimento per la produzione di grandi Barolo. Si trova nella piazza del Paese, da dove si può ammirare lo splendido castello, dalla originale sagoma, e iniziare un percorso a piedi per il centro storico del Comune. Un patrimonio di vigneti tutti in Serralunga in alcuni fra i più importanti cru: Parafada, Ornato e San Bernardo da cui produce la Riserva.
Una cantina di impronta familiare con oltre 90 anni di attività. E' legata ad Alberto Paltrinieri che la conduce con la moglie Barbara. Un viticoltore autentico protagonista in un territorio in cui sono presenti realtà produttive anche di particolari dimensioni. La visita in cantina ci propone una sorta di full immersion nel lambrusco in uno dei territori di maggiore vocazione: ovvero il lambrusco modenese, di Sorbara, prodotto nella sottozona del Cristo. Paltrinieri bene esprime quel rapporto fra vino e cultura del territorio che rende una visita in cantina un momento di grande piacevolezza e interesse.
Paolo Manzone, dopo un’attività di consulente in campo enologico, decide di avviare nel 1999 una nuova cantina ristrutturando con la moglie Luisella Corino una cascina di Langa in Serralunga nella località Meriame. E' nato così circa vent'anni fa un progetto interessante, con bei locali per l’affinamento del vino, per l’accoglienza dei visitatori e per la degustazione. Nella visita si può apprezzare la nuova cantina di invecchiamento. PDalla cantina si può ammirare una bella vista su Castiglione Falletto e sul castello di Perno di Monforte. I vigneti fanno da anfiteatro tutto intorno e sono coltivati a nebbiolo da barolo.
In una terra legata storicamente alla cultura del vino. Una cantina con una storia recente, di circa vent’anni. Una grande passione per iol vino e un forte impegno per la valorizzazione del rosso Cesanese, autoctono del frusinate, prodotto in differenti etichette. Vengono promosse iniziative in cantina a favore degli enoturisti in un bel contesto rurale.
Mugello e Pinot Nero. Ovvero un territorio di grande fascino alle porte di Firenze, dall'altra parte il Pinot Nero, una delle varietà in assoluto più interessanti, che in Italia ha trovato casa in alcuni territori con eccellenti risultati. La cantina è proprietaria di terreni che una volta appartennero alla famiglia Dè Medici e che sono posti in un anfiteatro naturale con il fiume Sieve che scorre in basso.
La famiglia Galletti Franceschini conduce questa dinamica realtà che coniuga vino ed enoturismo. Sui colli di Pianoro a 350 mslm sono due le strutture di riferimento: la cantina in località Torre, realizzata dieci anni fa, in un sito naturale con vigneti e olivi. All'interno è presente una sala degustazione, che completa il percorso di visita.
Una storia recente, propiziata da due coniugi svizzeri, Veronica Malzacher e Christian Prohaska, innamorati dell’Italia. L’avventura è iniziata con l’olio, poi con i primi impianti di vigneti. A Massa Marittima, in un bell'ambiente naturale. A fianco della cantina l’ospitalità con undici camere e la ristorazione curata dalla signora Veronica.
Si trova a poche centinaia di metri dalla Torre Monumentale di San Martino della Battaglia, qualche chilometro a sud della sponda meridionale del Lago di Garda. Il Podere Selva Capuzza, condotto dalla famiglia Formentini, si sviluppa in più vocazioni: vitivinicola, gastronomica, turistica. Il Lugana è il vino principe della cantina, presentato in differenti versioni.
Cantina nata nel 1994 su iniziativa di Tino Colla e della nipote Federica, figlia di Beppe. Tre poderi: Cascina Drago a San Rocco Seno d'Elvio di Alba, Tenuta Roncaglia a Barbaresco e Dardi Le Rose a Bussia di Monforte d''Alba, a cui si aggiunge la più recente acquisizione della cascina Bompè nella frazione Madonna Como di Alba. Alla cascina Drago il quartiere generale e il luogo per le visite, con il Museo Degiacomi delle contadinerie.
Legata alla figura di Luigi Einaudi, economista e Presidente della Repubblica che fin dal 1897, a 23 anni, curò l’inizio dell’attività. Una storica e importante valorizzazione del Dolcetto, autoctono di Dogliani, a cui si affianca oggi un panorama produttivo legato anche al Barolo. Nella Villa Tecc un Relais con camere e suites per gli enoturisti.
Una cantina ben radicata nel territorio del Roero: è il risultato dell'unione delle famiglie Occhetti e Moretti, già presenti nel Roero nel 1630. Il sito della cantina si trova non distante dalla sede aziendale sempre in Frazione Occhetti, al numero 40. Coltiva vigneti sulle colline di Monteu Roero e nei vicini Comuni di Montaldo Roero, Santo Stefano Roero, Vezza d'Alba e Govone. La conduzione è affidata a Francesco Moretti con i figli Alessandra e Riccardo, enotecnico. La storia recente risale al 2006 con la ristrutturazione della cantina e con la prima vendemmia nel 2007, pensata per la vinificazione e l'imbottigliamento. Vanto della cantina è il cru Occhetti, in cui coltivano il nebbiolo, uno dei terroir di maggiore vocazione per questa varietà nell'intero Roero.
E' una piccola azienda biologica a conduzione familiare, ubicata in Maremma su un territorio tipico collinare a circa 250 mslm. È gestita da Elisabetta Tommasoni, che ha lasciato Roma nel 2014 per trasferirsi in Toscana e dedicarsi alla viticoltura. La cantina di vinificazione è essenziale ma con tutti i macchinari moderni. Si tratta di un'azienda biologica che pone molta attenzione al lavoro in vigna, usa poca solforosa e utilizza lieviti indigeni. In vigneto la coltivazione verte tra i vitigni sangiovese, ciliegiolo, merlot, syrah.
Azienda in regime bio condotta da Cecilia Zucca, coltiva con interessanti risultati varietà autoctone nelle terre di Cocconato: barbera, albarossa, bonarda. Un percorso in continua crescita, da seguire.
Michele Consaga e Antonella Giannini sono due coniugi romani che nel 2002 hanno fatto una scelta di vita acquistando ettari di terreno nella località Maremmello di Orbetello e dando così gradualmente il via ad una nuova cantina. Il punto di riferimento del progetto è stato il pugnitello, conosciuto da Consaga e di cui subito aveva visto le potenzialità. Le ricerche affermano che l'attività di recupero della varietà sono legate all'Università di Firenze attraverso un'iniziativa risalente al 1970 e dedicata a vitigni autoctoni toscani non più in produzione.
Maurizio Ponchione rappresenta la terza generazione di una famiglia di viticoltori e conduce ora la cantina con la moglie Claudia e il figlio Andrea. La cantina si trova nelle vicinanze del Castello sabaudo di Govone, sito Unesco. Tutti i vigneti sono in Govone: il vigneto Monfrini nella frazione Trinità, il Bricco degli Albazzi su una bella collina che si ammira dalla cantina e da cui prendono origine gli spumanti, altri ettari in località Pasau dove iniziò il nonno. Nel corso della visita si può osservare la bottaia con le barrique e le botti grandi con cui Ponchione calibra l'affinamento dei vini. Nella sala degustazione con ampie vetrate si possono degustare i vini della cantina e studiare con le mappe la viticoltura del Roero; vi è stata la ristrutturazione della terrazza panoramica attigua.

R


REBOLLINI
RICCI CURBASTRO
ROBERTO SAROTTO
Azienda di impronta familiare fondata agli inizi del '900 nel cuore dell'Oltrepò Pavese. L'attuale titolare è Gabriele Rebollini. La produzione è fortemente incentrata sui vini spumante e rispetta, nei vini fermi, le tradizioni della viticoltura dell'Oltrepò. I vigneti si trovano nel comune di Borgoratto Mormorolo dove ha sede la cantina, altri vigneti sono ubicati a Casteggio, Calvignano e Borgo Priolo.
La famiglia Ricci Curbastro ha secolari tradizioni agricole: l’azienda di Capriolo produceva vini in bottiglia già nell’Ottocento, come testimoniano le etichette del 1885, e fu trasformata da Gualberto Ricci Curbastro in una moderna impresa vitivinicola nel 1967. La produzione è incentrata sulla Franciacorta; sono presenti anche etichette della doc Curtefranca e della Igt Sebino All'interno sorge il Museo Agricolo e del Vino.
La Cantina nasce nei primi anni '90 da una lunga tradizione di viticoltori che risale fino al 1820. Partiti da una dimensione familiare, l'azienda oggi ricerca l'innovazione mantenendo sempre un occhio di riguardo nei confronti della tradizione. Il panorama produttivo è molto ampio e il numero delle etichette è cresciuto vendemmia dopo vendemmia, con una forte attenzione verso gli spumanti che si affianca ai grandi rossi di Langa. Ampia e confortevole la sala degustazioni nella parte più antica della cantina.

S


SCHIAVENZA
SCOLARIS
SCUBLA
SORDO GIOVANNI
STANIG F.LLI
Fondata nel 1956 ed avviata dai fratelli Alessandria, è condotta con mano felice dalla seconda generazione: le sorelle Maura ed Enrica, insieme ai compagni Luciano Pira e Walter Anselma. Le prime si occupano della bella trattoria nata nel 1997, mentre i secondi curano con grande professionalità l’azienda agricola, con selezioni di Barolo importanti e apprezzate nel corso delle varie vendemmie. I Pira e gli Alessandria operano in una bella cascina restaurata, un tempo di proprietà dell’Opera Pia di Barolo, insieme alle terre circostanti. E' il Barolo il vino protagonista, presente in diverse etichette, sempre affidabili nelle varie vendemmie, e che raccontano suoli importanti del Comune di Serralunga.
E' una delle più vecchie cantine del territorio. La sua storia inizia dopo la prima guerra mondiale per opera di Giovanni Scolaris che iniziò a commercializzare il vino unendo ai vigneti di famiglia quelli di altri vignaioli del Collio. Dal 1980 è Marco Scolaris, enologo e rappresentante della terza generazione, a condurre l'azienda. La cantina si trova tuttora nel sito ove iniziò l'avventura della famiglia, al confine fra la doc Collio e la doc Isonzo. Coltiva vigneti in entrambe le denominazioni. Un'altra azienda si trova a Mossa, nel Collio. La produzione è articolata con le principali varietà della viticoltura friulana e si arricchisce con due spumanti ricavati da vitigni autoctoni.
Si trova nel cuore di Rocca Bernarda, “grand cru” dei Colli Orientali, su una collina in magnifica posizione panoramica, con lo sguardo che spazia a 360° sui dintorni. Titolare è Roberto Scubla che, nel 1991, ha compiuto una scelta di vita, lasciando la banca dove lavorava per amore della campagna, avviando così il progetto della cantina. Una produzione molto articolata che poggia su varie etichette, negli anni sempre affidabili.
Giorgio Sordo, terza generazione di una famiglia di viticoltori, conduce questa interessante cantina in continuo sviluppo, detentrice di uno dei più articolati e importanti patrimoni viticoli della Langa del Barolo. Le vigne coltivate si trovano infatti in ben sei degli undici Comuni del disciplinare del Barolo, oltre ai vigneti di arneis e di nebbiolo nel Roero a Vezza d'Alba. Una degustazione dei Barolo della casa consente una sorta di viaggio didattico all'interno della denominazione, passando dal cru di Monvigliero, attraverso le varie etichette, sino al Gabutti di Serralunga. Un primato forse unico nel territorio del Barolo.
La cantina è stata fondata nel 1920 da Giuseppe Stanig ed è oggi condotta dai nipoti Federico e Francesco. Si trova in un luogo suggestivo, con la frontiera verso la Slovenia vicinissima, a 500 metri appena dall’azienda. La produzione è legata alla tradizione viticola del territorio: con un’attenzione speciale per il rosso schioppettino e nei bianchi per la Ribolla per cui Stanig ha curato una nuova etichetta nella versione ferma. Collegato alla cantina vi è l’agriturismo “Al Vecchio Gelso”, nella corte a fianco. E’ situato nel mezzo di vigneti e colline, tra due chiese. Sei camere e un appartamento per coloro che intendono soggiornare.

T


TENUTA AMBROSINI
TENUTA CARRETTA
TENUTA CAVALIER PEPE
TENUTA IL FALCHETTO
TENUTA IUZZOLINI
TENUTA LE VELETTE
TENUTA MAFFONE
TENUTA MONTETI
TENUTA ROVEGLIA
TENUTA SAN MAURO
TENUTA SANT’ANTONIO
TENUTA STELLA
TERRE BIANCHE
TIZZANO
TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA
TORRE VARANO
TRAVAGLINI
TRAVIGNOLI
TRIACCA
Cantina familiare e dinamica condotta da Sergio Ambrosini con il figlio Lorenzo, ben inserita nel contesto della Franciacorta. Vigneti intorno alla cantina con le selezioni di Franciacorta a dominare il panorama produttivo. A fianco della cantina la presenza dell’agriturismo a gestione familiare con la presenza di piatti tipici della gastronomia bresciana.
Per ettari e bottiglie prodotte, è una vera e propria Tenuta che si caratterizza rispetto all’universo delle tante piccole cantine che animano le attività nel Roero e nella Langa. E’ di proprietà della Famiglia Miroglio, famosi imprenditori tessili di Alba. Ha un patrimonio importante di vigneti che, dal Roero, dove l’azienda ha sede, spazia verso le Langhe. A cominciare dal mitico Cru di Cannubi da dove ricava il Barolo al bel sito del Bric Paradiso, con vigneti vicino al corpo aziendale. La visita alle cantine si svolge in un percorso sotterraneo che ripercorre la storia della Tenuta, molto antica, e comunica il grande impegno dei titolari verso un progetto sempre più ambizioso.
La cantina è legata alla famiglia Pepe, ad Angelo e alla figlia Milena. Lui Imprenditore di successo in Belgio che anni fa ha deciso di reinvestire i suoi profitti nell’amata terra d’origine irpina. La figlia Milena (diplomata in enologia in Belgio, con diverse esperienze nel Rodano e in Borgogna) che cura con grande dedizione l’attività vitivinicola di questa bella tenuta, con la cantina, l’azienda agraria (noccioleto e uliveto), il ristorante La Collina e le camere dell’agriturismo immerse nelle vigne. Un patrimonio di vigneti importante in diversi Comuni vocati dell'Irpinia: Luogosano, Sant'Angelo all'Esca, Taurasi. Lapio per il fiano, Torrioni e Montefusco per il greco.
Una presenza storica sulle colline di Santo Stefano Belbo, con documenti che risalgono a metà del 1600. In allora si parlava di “Cascina Forno”, poi soprannominata Tenuta Il Falchetto. Oggi è condotta dai fratelli Giorgio, Fabrizio e Adriano Forno. Vigneti in differenti tenute, il moscato e il barbera sono i due vitigni dominanti, con i vini prodotti in differenti etichette.
In Calabria, sulla costa ionica a Cirò Marina. Una storia recente avviata nel 2005 dalla famiglia Iuzzolini; una tenuta ubicata appena fuori il centro abitato di Cirò Marina. Un panorama produttivo ampio su cui spiccano gli autoctoni con il gaglioppo quale vitigno di riferimento. All’interno della cantina un museo ospita attrezzi del patrimonio rurale contadino.
Un luogo affascinante, con un patrimonio di storia ed una produzione vinicola molto articolata, per conoscere meglio la viticoltura del luogo. Tenuta Le Velette si trova nel cuore dell’Orvieto Classico, su un altopiano che "guarda" la rupe tufacea della città omonima. Un tempo di proprietà dei Conti Negroni, venne acquistata a metà ‘800 dalla famiglia Felici, banchieri dai quali discende l’attuale proprietario, Corrado Bottai. Collaborano in cantina la sorella Maria Cecilia e i figli Teresa e Giulio. È tra le cantine storiche della denominazione, interprete fedele alla tradizione orvietana, legata alla storica denominazione che porta il nome della città e a rossi interessanti fra sangiovese e varietà internazionali.
Buona parte delle vigne sono terrazzate, quelle coltivate a Pigato si trovano ad altimetrie meno elevate ma comunque con un'altitudine minima di 400 mt. Gli appezzamenti più elevati raggiungono i 700 mt. e sono tutti coltivati ad Ormeasco. Le vigne dalle quali provengono le due chicche aziendali, l'Ormeasco Superiore ed il Passito, hanno anche viti quasi centenarie, alcune sicuramente franco di piede che mostrano essere state riprodotte per propaggine, con l'interramento di un tralcio. La coltivazione del vigneto è in regime biologico. Il territorio aziendale che si inerpica in diversi distinti appezzamenti alcuni dei quali raggiungibili solo attraverso vere mulattiere sulle quali a stento passa un piccolo trattore, è costellato da circa 300 piante di ulivo tutte della cultivar Taggiasca dalle quali si ottiene un pregiato olio monovarietale biologico, in quanto esente da trattamenti, disponibile tra i prodotti in vendita in azienda.
Una cantina di impronta familiare con la moglie Gemma Bracco e con la figlia Eva che è protagonista insieme al marito Javier Pedrazzini.Gli inizi risalgono al 1999, la cantina si trova a Capalbio nella parte sud della Maremma, oltre il borgo di Capalbio che si scorge percorrendo la statale Aurelia. 28 ettari di vigneto scelti e analizzati con la consulenza dell'enologo Carlo Ferrini, con un preventivo lavoro di ricerca che sta oggi dimostrando il successo del progetto. Siamo a circa 15 km dal mare ad un'altitudine fra i 100 e 145 metri: Monteti è il colle da cui la tenuta prende il nome.
La Tenuta ha una storia legata alla passione per la campagna di un industriale tessile svizzero, Federico Zweifel, venuto a lavorare nel Veronese dalle montagne di Glarus. Il percorso nasce negli anni '30 da iniziali 30 ettari, di cui tre a vigneto. Lo sviluppo successivo è legato al di Federico, Giusto Zweifel, venendo completamente trasformata negli anni ’80 dalla figlia di Giusto, Annarosa Zweifel, e dal genero, Giovanni Felice Azzone, fino agli attuali circa 100 ettari complessivi.
La cantina si trova tra Langhe e Monferrato, in mezzo al territorio delle province di Asti e Cuneo. E’ condotta da Mauro Bianco, i terreni si estendono complessivamente per 50 ettari, circa 30 dei quali coltivati a vigneto, posti ad un’altitudine fra i 250 e 300 metri. Merita un’attenzione la collina di Canova nel Comune di Neive, dove vi sono i vigneti inseriti nel disciplinare per la produzione delle etichette di Barbaresco. La produzione è in continua crescita e valorizza le varietà del territorio, a cui si aggiunge da pochi anni uno spumante Alta Langa. La Tenuta, circondata dai vigneti, è costituita da un cascinale con il classico sistema “a corte” che risale al 1840. Qui un tempo, nel periodo medioevale, esisteva un avamposto a difesa dei confini del Paese. La sala degustazione è accogliente e curata. La famiglia Bianco-Carosso possiede un’interessante collezione di trattori d’epoca e di attrezzi della civiltà contadina che è visitabile.
La cantina si trova in quella che viene definita Valpolicella “allargata”. Operano insieme i fratelli Castagnedi (Armando, Tiziano, Massimo e Paolo), da sempre nel mondo della viticoltura. Un percorso nato nel 1989, con l’acquisto di 30 ettari nella zona di Mezzane, da affiancare ai venti ettari paterni. Le prime uscite sul mercato con il proprio marchio risalgono al 1995. Nota per la produzione dell’Amarone, in differenti etichette.
Cantina di proprietà del Cavalier Sergio Stevanato, imprenditore in altro settore, appassionato dalla viticoltura e in particolare delle terre del Collio. Una storia molto recente, avviata nel 2010 con l'acquisto da precedenti proprietari. La cantina si trova un luogo paesaggistico interessante e che merita di essere percorso, per la forte vicinanza al confine sloveno e per la particolarità dell'altura a cui è situata, in un contesto non così frequente per le cantine della zona. La conduzione è affidata a Erika Barbieri, enologo di origine piemontesi, e Alberto Faggiani, agronomo, friulano con esperienze in cantine importanti della regione. Le vigne si trovano a Scriò, in zona di particolare vocazione per il Collio, sono circondate da boschi. L'azienda opera in regime biologico fin dall'inizio e ha sempre manifestato attenzione verso i vitigni autoctoni. La produzione è concentrata su vini bianchi che fanno fermentazione indigena.
Si trova nella zona del Parco Naturale delle Alpi Liguri, in un sito paesaggistico, sopra il borgo di Dolceacqua, nell'entroterra ma molto vicino al mare. Condotta da Filippo Rondelli è una cantina storica legata al Rossese, vitigno autoctono a bacca rossa della zona della Val Nervia. Vi è anche un agriturismo aziendale, tra vini e oli, escursioni a piedi o in mountain bike.
Cantina storica nel comprensorio viticolo dei colli bolognesi. Legata anticamente ai Marescalchi che avviarono per primi la produzione di uva in una magnifica tenuta intorno al 1567. Si estende su 230 ettari, di cui 35 destinati a vigneto. Un parco secolare valorizza la natura dei colli bolognesi in una località non distante da Bologna. In cantina l’autoctono Pignoletto nei bianchi e le varietà internazionali nei vini rossi.
La storia di questa cantina del Nord Piemonte è strettamente legata alla famiglia Francoli, da sempre distillatori a Ghemme. Dopo una prima fase durata una decina d’anni, a partire dal 2004 la cantina si è ulteriormente sviluppata, grazie all’acquisizione di altri vigneti e a consulenze importanti in campo enologico e agronomico. Il corpo aziendale confina con il Francoli Center, alle porte del comune di Ghemme, che, oltre a essere un accogliente punto vendita sempre aperto al pubblico, ospita una vineria dove poter assaggiare i vini di Torraccia del Piantavigna, guidati dalla cortesia dei Francoli e dell’enologo Mattia Donna.
Torre Varano nasce nel 1912 con alle spalle già una tradizione centenaria nella produzione di uve, tramandata di generazione in generazione. Nicola D'Occhio, diploma di scuola enologica a Benevento, rappresenta la quarta generazione e conduce l'azienda. Il padre Carmine è mancato nel maggio del 2017, dopo aver accompagnato nel lavoro per molti anni il figlio Nicola. La cantina possiede vigneti a Torrecuso e nel vicino Comune di Ponte.
Cantina a conduzione famigliare e un riferimento assoluto per il Gattinara, storica denominazione del Nord Piemonte. Un percorso avviato da Arturo Travaglini, che già nel 1958 produceva Gattinara; poi il passaggio al figlio Giancarlo, uno dei principali protagonisti del rilancio di questo nobile vino in termini di valore organolettico e immagine. L'attività si è ulteriormente consolidata e prosegue con coerenza a valorizza l'eccellenza della denominazione, in un panorama produttivo tutto incentrato sui vini rossi e con etichette sempre molto affidabili nel corso del tempo.
Cantina storica situata nelle terre del Chianti Rufina, a est di Firenze. Il nome Travignoli è legato allo Stato della Chiesa, a cui è succeduta nella proprietà la famiglia Busi a inizio dell’Ottocento, a seguito del matrimonio fra Francesco Busi e Sofia Cuccoli Fiaschi. Il Conte Giovanni Busi rappresenta l’ultima generazione e conduce l’azienda con la sorella Maria Chiara. Pare che il nome Travignoli derivi anticamente dall’espressione “tra i vignoli” per indicare coltivazioni miste di vite, olivo e cereali, come si usava qui un tempo e come in parte si usa ancora (Travignoli produce anche olio).
La famiglia Triacca si dedica alla viticoltura dal lontano 1897. La produzione è incentrata sul vitigno nebbiolo e sulle diverse etichette, con un'attenzione alle differenti sottozone della denominazione che in degustazione possono essere conosciute. Il riferimento per gli enoturisti è a Bianzone presso la bella Tenuta La Gatta, da cui si ammira uno splendido panorama.

U


UMANI RONCHI
Nasce negli anni Cinquanta per opera Gino Umani Ronchi nel sito di Cupramontana. Qualche anno dopo è stata rilevata dalla famiglia Bianchi Bernetti, attuale proprietaria. Michele Bernetti affianca oggi il padre Massimo nella conduzione della cantina. Un panorama di vigneti importante nella Marche; presente anche in Abruzzo con una tenuta di 30 ettari nelle colline teramane.

V


VALDIPIATTA
VEGLIO MAURO
VENICA & VENICA
VENTOLAIO
VIBERTI GIOVANNI
VIETTI
VIGNA PETRUSSA
VILLA FORANO
VILLA SPARINA
VITE COLTE
VITICOLTORI DEL CASAVECCHIA
VIVALLIS
E' una delle aziende storiche di Montepulciano: si raggiunge attraversando un paesaggio di vigneti nella campagna di Montepulciano. Ha circa 40 ettari di proprietà di cui 22 a vigneto e 2 a oliveto posti a un’altezza media di 350 metri di altitudine sulle colline che da Montepulciano digradano verso la Valdichiana, nel cuore della zona di produzione del Vino Nobile. Gli ettari vitati si trovano di fronte alla cantina, in un corpo unico, con all'interno la Vigna d'Alfiero, grande cru della cantina.
Una cantina familiare guidata dalla figura di Mauro Veglio, arroccata su uno dei più affascinanti rilievi collinari dell’Annunziata, “gran cru” del Barolo di La Morra. Una produzione incentrata sui grandi rossi di Langa, con il Barolo in evidenza e con differenti etichette legate a importanti cru aziendali. Sala degustazione con affaccio sui vigneti.
Una storia di famiglia iniziata nel 1930 e che vede oggi protagonisti Gianni, Giorgio e Giampaolo Venica. Sono vignaioli che operano con un progetto di grande qualità, caratterizzato da una continua ricerca e innovazione. Un rilievo importante è legato alla conoscenza dei vigneti aziendali, situati su diverse colline.La produzione è quantomai articolata, con una particolare attenzione sul segmento dei vini bianchi.
Una bella storia di una famiglia legata storicamente alla vita di Montalcino. Luigi Fanti opera con la moglie Maria Assunta e i due figli Baldassarre e Manuele, con la tradizione tramandata dal bisnonno. La viticoltura inizia nel 1987, prima c'era seminativo e pascolo. Dal sito della cantina si vede bosco in molte zone. La famiglia Fanti è originaria di Castelnuovo dell'Abate, sempre in Montalcino. La cantina prende il nome del luogo, (ad est del territorio comunale) per la presenza spesso del vento.
Punto più alto del Barolo di Barolo, il legame dei Viberti con la propria terra e le proprie origini non si è più interrotto, attraverso altre due generazioni (Giovanni da una parte e il figlio Claudio dall’altra) che ne hanno rafforzato proprietà e intenti. Nelle storiche cantine sotterranee si producono Barolo di stampo tradizionale, con lunghe fermentazioni in tini di legno e prolungati affinamenti in bottiglia. Il Buon Padre è la quintessenza della classicità di un tempo: prodotto dal 1923, è l’assemblaggio dei vigneti di proprietà del Bricco delle Viole, del San Pietro e de La Volta, di San Ponzio, Fossati, Ravera e Terlo.
La storia enologica della cantina Vietti contempla ben quattro generazioni di storia locale. Luca Currado, figlio di Alfredo e talentuoso enologo, cura da anni i vigneti e la produzione, mentre intanto l'azienda è stata acquisita dalla compagnia americana Krause Holdings. La cantina abbina storia e tecnologia, disposta in verticale su 5 livelli e situata nel centro del paese. La produzione conta su un parco vigneti di prim’ordine e ha nei “grand cru” di Barolo il suo fiore all’occhiello, senza però trascurare la Barbera, di cui l'azienda sa offrire eccellenti interpretazioni.
Hilde Petrussa, donna del vino, è la figura di riferimento di questa cantina con una presenza di riferimento nel territorio di Prepotto. Si trova ad Albana, località di Prepotto, terra d’elezione dello Schioppettino e nel vivo della friabile marna eocenica localmente chiamata “ponca”.
Di proprietà dei Conti Lucangeli dalla seconda metà degli anni ’60, Villa Forano è una grande e affascinante fattoria da sempre legata al vino, venduto sfuso fino a metà degli anni ’90, in bottiglia a partire dal 1996. Da sempre il loro cavallo di battaglia enologico è il ribona, detto anche “greco maceratino”, vitigno autoctono di questi luoghi, che i Lucangeli hanno salvato prima e ampiamente valorizzato poi.
Risale al secolo XVII questa dimora signorile fatta costruire da una nobile famiglia genovese, in una zona di Gavi celebre per la coltivazione della vite fin da tempi antichissimi. Sotto la guida dei due fratelli Massimo e Stefano Moccagatta, l’azienda agricola (100 ettari, dei quali 65 coltivati a vite) ha registrato negli anni immagine e popolarità. Imponenti e spettacolari le cantine sotterranee. Un contesto in cui i titolari hanno valorizzato insieme il tema del vino e dell'accoglienza con un grande progetto inserito nel paesaggio di vigneti.
Si trova a Barolo, Vite Colte nasce da un progetto di cooperazione ed è il brand aziendale che si affianca al marchio Terre da Vino e rappresenta l'eccellenza dei vini dell'intero progetto. Riunisce 180 viticoltori per 300 ettari di vigneto. "Mani. Testa. Cuore" è il motivo di richiamo del nuovo brand in una sorta di continua ricerca verso la qualità.
Nati come Viticoltori del Casavecchia nel 1999 erano in partenza 47 i soci. Ora sono 7, si presentano con un nuovo nome, il progetto si è molto affinato negli anni. Un lavoro lungo di ricerca per affermare l'identità del Casavecchia di Pontelatone. Una piccola zona di produzione, il potenziale è attualmente di circa 20.00 bottiglie. Una vera e propria chicca enologica, che racconta un pezzo dell'Italia del vino.
Una storia che inizia nel 1908 grazie al fondatore don Giovanni Panizza che riconobbe il valore della cooperazione. Il nome Vivallis è invece del 2004 e prende spunto dal prefisso “Vi” (viticoltori, vite, vino, vita) e la parola “Vallis”, che stabilisce un legame con la latinità e con le radici della cultura enologica della valle. Un patrimonio ragguardevole, con oltre 850 soci viticoltori, nel cuore della Vallagarina, splendida valle che scorre lungo il corso dell’Adige. E' la terra d’elezione del Marzemino e la Vivallis è fra le realtà che meglio operano per valorizzare questa varietà. La produzione vinicola è significativa e si segnala soprattutto per i vari monovitigni, fra varietà autoctone e internazionali.

Z


ZACCAGNINI
ZENATO
ZENI 1870
ZORZETTIG
ZYME’
Un progetto cresciuto negli anni attraverso un numero significativo di etichette e una costante azione di valorizzazione della viticoltura abruzzese. Affascinante è l'affaccio verso la campagna che si può ammirare dalla sede aziendale; la visita in cantina consente di apprezzare l'attenzione che Zaccagnini riserva agli enoturisti ma anche di conoscere l'evoluzione della cantina ed i risultati ottenuti dalla sperimentazione su tanti diversi vitigni. Nel corso degli anni l’azienda Zaccagnini ha sviluppato molte iniziative vocate all’accoglienza ed ha affermato in cantina importanti progetti legati al rapporto fra vino e cultura, vino e arte.
Fondata nel 1960 da Sergio Zenato, insieme al padre Silvino, l’azienda è oggi condotta dai figli Alberto e Nadia. Il cuore dell’azienda è nella zona del Lugana, dove è stata avviata l'attività: quaranta ettari dedicati soprattutto al trebbiano di Lugana, con la presenza di un particolare clone in un vigneto sperimentale condotto in collaborazione con l’Università di Milano. Nel clima temperato a sud del lago di Garda, in mezzo a morbide colline dai terreni argillosi ricchi di minerali, troverete il podere Santa Cristina della famiglia Zenato, sorvegliato dalla possente figura del monte Baldo. La cantina – ampia, spaziosa, moderna – ospita una fascinosa barricaia termocondizionata a lume di candela. È l’occasione per fare la conoscenza del Lugana, bianco di lunga tradizione su cui Alberto e Nadia Zenato non lesineranno aneddoti e approfondimenti. Nella evoluzione della storia aziendale anche i rossi della Valpolicella hanno assunto un rilievo importante e l'azienda sta consolidando una qualità produttiva con eccellenti risultati ottenuti anche fra i vini rossi. Il percorso di visita potrà essere così arricchito da un'escursione nel podere della Valpolicella.
La famiglia Zeni opera nel vino dal 1870; Fausto, Elena e Federica rappresentano oggi la quinta generazione. La cantina si trova nel territorio del Bardolino e si distingue a favore di questa denominazione anche se la produzione negli anni si è estesa ad altre doc del veronese, ed in particolare alla Valpolicella. Merita una segnalazione il museo del vino: fu voluto nel 1991 da Gaetano Zeni con una lungimirante intuizione. E' aperto tutto l'anno ed è suddiviso in sei aree tematiche, ognuna dedicata ad un aspetto diverso dei processi della filiera vitivinicola, per info: museodelvino@zeni.it. Da visitare anche la bottaia e la vinoteca con la possibilità di degustare i vini aziendali. Zeni ha inaugurato di recente la prima Galleria Olfattiva dedicata ai profumi del vino.
La cantina è situata in collina in una felice posizione da cui ammirare la campagna circostante. Una realtà articolata e dinamica che Annalisa Zorzettig sta seguendo insieme al fratello Alessandro (che segue la campagna), prendendo il timone da papà Giuseppe. I vigneti si trovano attorno al corpo aziendale, ma anche a Rocca Bernarda, Prepotto e nella frazione Ipplis di Premariacco dove vi è un confortevole agriturismo con camere. I vini sono rappresentativi delle principali varietà che compongono il vigneto friulano. Gli accoglienti ambienti della sala degustazione completano il percorso di visita, senza dimenticare uno sguardo al vicino vigneto a terrazzamenti coltivato a friulano e picolit.
Una cantina legata alla carismatica figura di Celestino Gaspari. Un luogo dove sperimentazione e ricerca sono una costante. Il nome aziendale evoca la ricerca e la selezione congiunta con l’esperienza per arrivare all’espressione. Qualità e caratteri, questi, che si ritrovano nell’originale quanto compiuta produzione, curata nei minimi dettagli da Gaspari, cui si è recentemente affiancata la figlia Marta nella conduzione aziendale. Nel 2019 il vino Harlequin, (vino mito per eccellenza e frutto della selezione di almeno 15 varietà di uve diverse coltivate in Valpolicella) ha compiuto 20 anni dalla prima annata 1999. L'originalità della produzione si spiega in questo vino e in altre etichette che sono un capolavoro di tecnica pur esaltando, e spesso amplificando, il portato imprescindibile del terroir e dell’autoctono. A fianco dell’Harlequin va infatti citato il Kairos, altro vino straordinario per l'originalità del progetto: Zymè pur nelle terre più vocate per la produzione dell'Amarone, non ha rinunciato a sperimentare nuove strade valorizzando nella forma dell'assemblaggio varietà altrimenti sconosciute.
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