17 Nov – Sempre in prima linea per gli interessi della categoria e del Paese

Morto Roberto Felluga, storico vignaiolo del Collio

Lo chiamavano e a maggior ragione lo fanno adesso che è scomparso, “storico vignaiolo”, ma forse sarebbe più corretto scrivere questa locuzione con la “v” maiuscola.

Perché, con le dovute differenze, appellare vignaiolo Roberto Felluga ha lo stesso senso di definire Gardini Contadino o De Benedetti Ingegnere. A maggior ragione per Felluga che l’attività di vignaiolo (nonché quella di imprenditore ed enologo) l’ha esercitata davvero, e per tutta la vita. I suoi filari sono tirati sul Collio goriziano, quell’area dove negli ultimi anni al di qua e al di là del confine (in sloveno il Collio si chiama Brda) si sono concentrati piccoli ma ottimi e appassionati produttori che imbottigliano quantità limitate di vino ma di qualità molto alta.

Roberto Felluga era uno di questi, forse uno dei più noti, pioneristici e manageriali. E’ scomparso a soli 63 anni per un male che lo ha tenuto in scacco per un anno e che lo ha infine sottratto alla guida della omonima famiglia ed etichette che aveva fondato il padre, Marco, oggi 94enne. Da quest’ultimo Roberto aveva accumulato la grande esperienza che lo contraddistingueva e che aveva profuso, da circa 25 anni, guidando le aziende “Marco Felluga” e “Russiz Superiore”, storiche realtà vinicole regionali conosciute in Italia e apprezzate nel mondo. Lui ne aveva ampliato la ricerca enologica connotando l’attività della cantina intrecciando tradizione e innovazione.

Felluga fu presidente della sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura e vicepresidente del consorzio Collio. Una famiglia legata al vino quella dei Felluga, giunta alla quinta generazione: anche Livio, fratello del decano Marco, ha un’etichetta, quella nota della ‘carta geografica’. Ma Roberto, in particolare, aveva consolidato il progetto dei vini bianchi “da invecchiamento”, avviato con il Collio Bianco. Nel corso della lunga carriera, Roberto Felluga aveva ottenuto tanti riconoscimenti, l’ultimo dei quali era stato l’inserimento del Collio Sauvignon Riserva 2016 Russiz Superiore (definito punto di riferimento per i vini bianchi italiani), tra i migliori cento vini al mondo del 2020. E poi i Bicchieri Gambero Rosso, la classifica Top 100 of The Word, e altri. Il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, lo ricorda come “uomo impegnato in prima linea nel rappresentare gli interessi della categoria e del Paese”; il Governatore Fvg Massimiliano Fedriga, come un uomo la cui “scomparsa rattrista” perché si tratta di una “perdita per tutta la comunità”.

Fonte: Ansa.it

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