Tra ragnatele e bottiglie storiche: la Georgia apre il caveau segreto dei vini di Stalin

ven 5 giu –  Ragnatele intrecciate pendono dal soffitto nella penombra, mentre un piacevole aroma dolce e muschiato pervade l’aria di questo straordinario deposito che custodisce una delle più preziose collezioni vinicole del mondo, un tempo appartenuta al figlio più controverso della Georgia: Josif Stalin.

Per la prima volta, il governo georgiano, proprietario di circa 40.000 bottiglie rare francesi e georgiane, ha aperto al pubblico il caveau situato nella capitale Tbilisi.

L’obiettivo è mettere all’asta l’intera collezione, che comprende esemplari risalenti ai primi decenni dell’Ottocento, destinando il ricavato alla creazione di una scuola dedicata all’educazione enologica in Georgia.

Secondo Irakli Gilauri, proprietario della cantina Gilauri Wines e collaboratore del Ministero dell’Agricoltura georgiano nel progetto, l’asta contribuirà a «collocare definitivamente la Georgia sulla mappa internazionale dei grandi collezionisti».

Il piccolo Paese del Caucaso meridionale rivendica il titolo di culla del vino: le evidenze archeologiche testimoniano infatti una tradizione vitivinicola ininterrotta che risale a oltre 8.000 anni fa.

Stalin, nato in Georgia e leader dell’Unione Sovietica dal 1924 fino alla sua morte nel 1953, era un appassionato consumatore e collezionista di vino. La sua raccolta comprende bottiglie provenienti da alcuni dei più celebri château di Bordeaux, appartenute in passato allo zar Alessandro III e a suo figlio Nicola II. Dopo la Rivoluzione Russa del 1917, i sovietici confiscarono la collezione imperiale dei Romanov e Stalin ne divenne il custode, arricchendola progressivamente con le sue etichette georgiane preferite.

Osservando le bottiglie ricoperte di polvere e il liquido ambrato custodito al loro interno, il collezionista Victor Chen, giunto a Tbilisi da Dallas, in Texas, non ha nascosto il proprio entusiasmo: «È come sentirsi Indiana Jones mentre apre una grotta inesplorata, potrebbe non esserci nulla, oppure potrebbe esserci qualcosa di straordinario», ha dichiarato, richiamando il celebre archeologo-avventuriero del grande schermo.

«Ormai sono pochi gli eventi che possono ancora essere considerati veri momenti storici. E questo potrebbe essere uno di quelli.»

Fonte: https://www.reuters.com/

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