Addio a Michel Rolland, celebre enologo francese di fama mondiale

mar 24 mar –  A 78 anni una crisi cardiaca ha portato via, nella notte del 20 marzo a Bordeaux, Michel Rolland, enologo di fama globale che, secondo la stampa francese, “aveva inventato il mestiere del fare grandi vini”. Nato a Libourne, Rolland è un professionista che ha sempre lavorato nel mondo del vino. Diplomato all’istituto di Enologia, da giovanissimo ha aperto con la moglie Dany un laboratorio di analisi pur continuando ad essere un produttore di vino. Lascia due figlie. Per la testata di Montalcino Winenews è “un campione assoluto” che, in 60 anni di una carriera prestigiosissima vissuta da protagonista, ha nobilitato il ruolo stesso dell’enologo, contribuendo a rendere il nettare di Bacco desiderio e simbolo delle élites del mondo. Alle consulenze in oltre 150 tenute in 14 Paesi, si aggiungono oltre 400 aziende vitivinicole che si avvalgono del laboratorio “Rolland & Associés” di Pomerol. In Italia ha avuto lunghe collaborazioni con Lodovico Antinori e la Arnaldo Caprai nel territorio del Sagrantino di Montefalco. E il produttore umbro Marco Caprai lo ricorda come “colui che ha creato il vino moderno”. “Con Michel Rolland se ne va non solo uno dei più grandi interpreti dell’enologia mondiale, ma anche un amico vero”: così all’ANSA Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Michel Rolland, tra i più influenti enologi a livello globale, morto a Bordeaux all’età di 78 anni. “Abbiamo condiviso idee, visioni e tanti momenti di confronto, sempre nel segno della passione per il vino. Era un riferimento assoluto per tutti noi”, aggiunge. Cotarella ricorda il collega francese, protagonista di una carriera lunga oltre mezzo secolo e capace di influenzare lo stile del vino contemporaneo in tutto il mondo. “Un uomo di straordinaria competenza e umanità – lo ha definito Cotarella -, capace di innovare senza mai perdere il legame con la terra. Il suo contributo ha segnato profondamente l’enologia internazionale, ma ciò che porterò sempre con me è il rapporto personale: eravamo amici, oltre che colleghi. La sua scomparsa mi colpisce profondamente”. “Ci lascia un grande uomo del vino – ha concluso Cotarella – ma soprattutto una persona con cui era un privilegio condividere questo mestiere”

Fonte: www.ansa.it

Altre news dal mondo del vino