22 Gen – E’ il vitigno più antico della valle, risale al XIV secolo

Il Prünent, raro clone del più celebre Nebbiolo, è il vitigno più antico della Val d’Ossola: le primete stimonianze risalgono infatti all’inizio del XIV secolo. Il merito della sua riscoperta va certamente ai Fratelli Garrone, titolari dell’omonima Cantina, i primi a credere fortemente alle potenzialità di questo vino troppopoco valorizzato nei passati decenni. Il Prünent nasce in un territorio difficile, quello della Val d’Ossola, caratterizzato da rigide condizioni ambientali, tipiche delle Alpi, e da impervi terrazzamenti strappati alla montagna.

Nasce oggi il primo Prünent “al femminile” e Mara Toscani, 40enne, figlia di floricoltori Nebbiunesi trasferita in Val d’Ossola per amore, sommelier, lavoratrice della terra, autrice di libri di cucina e foodblogger, lo presenta in qualità di titolare dell’Azienda Agricola Ca’ da l’Era di Pieve Vergonte: “Si tratta- si spiega in un comunicato- del sesto Prünent prodotto in questi anni nelle vallate dell’Ossola: ognuno di questi vini rappresentaun’eccellenza vinicola con identità e caratteristiche ben definite.

L’azienda guidata da Mara Toscani ha da pochi giorni messo in vendita le 660 bottiglie dell’annata 2018 esono già moltissime le richieste per questo vino, un Cru di nicchia, prodotto con passione presso un’unica vigna nel territorio di Fomarco. “In tanti ci chiedono cosa ci ha portati a diventare produttori di vino a 40 anni – spiegano Mara Toscani e ilmarito Marco Martini, Presidente dell’Associazione Produttori Agricoli Ossolani – qual è stata la scintilla che ci ha portati a stravolgere le nostre vite, ad investire energie, tempo e denaro nella nostra attività.

Il segreto è semplicemente la passione. La passione ci accompagna ogni giorno, ci dà motivazione, voglia di fare sempre meglio, voglia di riconsiderare il valore del tempo, voglia di creare qualcosa di unico e di nostro, proprio come questo Prünent”. Mara e Marco sono partiti nel 2012 dai terrazzamenti abbandonati ed inerbiti intorno a Pieve Vergonte, di proprietà dei nonni e bisnonni, e li hanno tenacemente recuperati e reimpiantati con barbatelle di Prünent, cercando di rispettare al massimo questo luogo.

Anche attraverso la lavorazione dei terreni, che restatotalmente manuale, proprio come in passato, a causa dell’inaccessibilità e delle piccole dimensioni degliappezzamenti, e un utilizzo di prodotti fitosanitari che rimane spesso sotto la soglia minima prevista dalla legge. Arrivano poi a trasformare le uve e ad affinare il vino nella loro piccola cantina, che vanta un ottimo livello di efficienza energetica e sostenibilità ambientale: tra queste mura e dalla loro creatività nascono anche le etichette dei loro quattro vini, disegnate a quattro mani.

Il primo Prünent “al femminile” prodotto alle porte della Valle Anzasca nasce dunque con queste premesse. “In un anno così complicato siamo ancor più orgogliosi di presentare il nostro Prünent, la cui prima annata del 2018 è disponibile per l’acquisto e la degustazione. Il Prünent, biotipo di Nebbiolo che coltiviamo in un unico vigneto di circa un ettaro a Fomarco, diventerà il nostro fiore all’occhiello, in aggiunta agli altri vini, tra cui il primo Passito Ossolano. Le nostre coltivazioni nascono su terrazzamenti a picco sulla valle, realizzati con muri a secco che arrivano fino a due metri di altezza, capaci di imprigionare tutto il calore del sole creando un microclima unico.

Presentiamo un Prünent diverso dal solito – concludonoMara Toscani e Marco Martini – lontano dalle Valli Ossolane storicamente legate alla coltivazione di queste uve, ma che riserva grandi sorprese e grandi emozioni”. La produzione di questo sesto Prünent ossolano parte da una raccolta rigorosamente a mano delle uve, con cui vengono selezionati in maniera accurata i grappoli migliori, posti delicatamente in cassette e avviati subito alla vinificazione.

Dopo la pigia-diraspatura e l’avvio della fermentazione, inizia la macerazione acappello emerso con rimontaggi per circa quindici giorni. Fatti i primi travasi necessari alla sfecciatura delvino giovane, si fa eseguire al vino la fermentazione malolattica, indispensabile per produrre un granderosso destinato ad invecchiare. A questo punto inizia la maturazione in un unico tonneau, una botte dirovere da 500 litri per almeno dodici mesi, anche se l’Azienda Ca’ da l’Era prolunga questa fase di diversi mesi, cui fa seguire l’affinamento in bottiglia.

Nasce un Prünent dal colore granato con sentori di frutti rossi maturi, viola e pepe nero. In bocca il sorso ècroccante, pieno ma allo stesso tempo fluente. Un vino fine e ampio che fa sentire tutta la sua alcolicitàcomunque ben dosata tra acidità, persistenza e tannicità”.

Fonte: Altopiemonte.it
22/01/2020

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