24 Gen – Certo un arrivo di tappa a Montalcino, nell’edizione 2021 (la n. 104) del Giro, sempre più vetrina dei grandi territori del vino italiano

Un lampo di bellezza rosa nella terra simbolo dei grandi rossi. Il Giro d’Italia sceglie ancora una volta uno dei territori icona dell’enologia italiana, e, per l’edizione n. 104, concluderà una tappa a Montalcino, sfilando tra i vigneti e sui tanti chilometri di strade bianche che disegnano uno dei più importanti territori del vino del mondo. Appuntamento a maggio, nel pieno di una primavera che si spera possa essere quella della ripartenza e della rinascita, messaggi che la “Corsa Rosa” nella sua ultracentenaria storia si è spesso portata sulle spalle, regalando entusiasmo e bellezza in mondovisione. Montalcino sarà il traguardo di una tappa che partirà dall’Umbria (da Perugia o Spoleto, stando ai rumors, la presentazione ufficiale del percorso è in programma l’11 febbraio, a Milano, ndr), e sul traguardo si brinderà con il Brunello di Montalcino, dopo che la carovana rosa avrà attraversato i vigneti ed i famosi sterrati simbolo della campagna toscana e de L’Eroica, una delle corse simbolo e più amate del ciclismo italiano e mondiale.

Un ritorno, quello del Giro d’Italia a Montalcino, che riporta le lancette del tempo indietro di undici anni. E precisamente all’edizione n. 93 del Giro d’Italia quando dopo 220 km tra strade bianche “inzuppate” e maglie ricoperte di fango, la faccia con i segni della fatica di Cadel Evans, all’epoca campione del mondo, splendido vincitore con le braccia al cielo al traguardo, fece capire al mondo l’impresa ottenuta. Evans ingaggiò una sfida mozzafiato con un altro big del ciclismo, Damiano Cunego, e Vinokourov strappò la maglia rosa allo “Squalo” Vincenzo Nibali. Emozioni ancora oggi indelebili e che fecero il giro del mondo “consacrando”, forse definitivamente, il legame tra lo sport nobile per eccellenza, il ciclismo, e i grandi terroir del vino.

Che ormai è proprio di un Giro d’Italia che è diventato vetrina delle belle campagne plasmate dall’uomo e dei grandi territori del vino d’Italia, come raccontano, tra le altre, le tappe, negli anni, tra Barolo e Barbaresco, nelle Langhe, e ancora in Chianti Classico, o a Montefalco, terra del Sagrantino, e poi in Franciacorta, passando per la Romagna del Sangiovese o per Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio Unesco. Tra un colpo di pedale e un brindisi all’Italia, in mondovisione.

Fonte: Winenews.it
24/01/2021

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