01 Feb – I dati del Report Nomisma Wine Monitor realizzato in collaborazione con NielsenIQ. In grande distribuzione si conferma il trend “premiumisation”

Commercio del vino: frena la gdo in volume, ma cresce in valore. Ancora in positivo l’e-commerce

Frenano in volume, ma crescono in valore nel 2021 sul 2020, le vendite di vino nella grande distribuzione organizzata italiana. Il trend è oggi confermato dal report Nomisma Wine Monitor, realizzato in collaborazione con NielsenIQ sul consuntivo 2021. Da cui emerge che “dopo la galoppata del 2020, le vendite di vino in Italia nel canale off-trade (Iper, Super, Piccole superfici a libero servizio, Discount, Cash&Carry ed E-commerce dei siti generalisti) chiudono il 2021 tirando un po’ il fiato”, con una riduzione a volume del -1,2% sull’anno precedente, a fronte, però, di una crescita nei valori del +5%. Messi a confronto con il 2019 – e quindi prima dello scoppio della pandemia – gli stessi dati segnalano comunque un aumento a volume del 5% e di oltre il 13% a valori, a testimonianza di una premiumisation dei consumi di vino che va avanti da diversi anni, spiega una nota.
“Questo spostamento degli acquisti in gdo verso vini di fascia di prezzo più elevata si verifica sia all’interno della stessa categoria che tramite uno spostamento dei consumi tra tipologie differenti e a maggior valore unitario”, sottolinea Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare e Wine Monitor Nomisma. Basti, infatti, pensare che le vendite a volume di spumanti e Champagne crescono a doppia cifra percentuale (+23%) mentre i vini fermi chiudono il 2021 in calo del 4,5% a volume ma con un +0,3% a valore. “Il riposizionamento qualitativo dei consumi dei vini fermi si desume soprattutto dalle vendite a valore in Iper e Super dove crescono i vini a denominazione Dop – +5% a valore – a fronte di un calo di quelli generici (-10%)”, aggiunge Pantini.
Spostando l’analisi ai diversi format distributivi, Iper+Super+Piccole superfici a libero servizio (che pesano per il 64% dei volumi dell’intero canale off-trade) accusano una riduzione a volume di quasi il 2% a fronte però di un incremento a valore del 5,2%. Sono le bollicine a spingere le vendite, con gli spumanti Metodo Classico a registrare le dinamiche più rilevanti, con una crescita a valore del +26%, seguiti dagli Charmat secchi (+19%), dallo Champagne (+16%) e dagli Charmat dolci (+12%). Sul fronte dei vini fermi e frizzanti, le vendite nel medesimo format risultano in calo a valore per i frizzanti (-4,3%) mentre aumentano nel caso dei fermi (+1,8%). In merito agli altri format, si segnala una diminuzione delle vendite sia a valori che a volumi per il Discount (rispettivamente -2% e -4%), mentre al contrario il Cash & Carry mette a segno una crescita di quasi il 20% nelle vendite a valori a fronte di un +15% nei volumi, a dimostrazione della ripresa dei consumi avvenuta – seppur a singhiozzo – in bar e ristoranti nel 2021.
Infine, l’e-commerce. Dopo l’esplosione delle vendite avvenute nel 2020 anche a seguito dei lockdown e delle limitazioni e chiusure nell’Horeca, il 2021 si è chiuso con un’ulteriore progressione degli acquisti di vino da parte degli italiani nei siti generalisti (catene retail e Amazon): +22% a valore e +19% a volume rispetto all’anno precedente. Occorre, tuttavia, segnalare come l’ultimo trimestre 2021 ha visto ridursi le vendite in e-commerce – sullo stesso periodo dell’anno precedente- del 13% a volume, anche se questa riduzione è soprattutto legata al “boom” di acquisti on-line che si era manifestato nel 2020 a causa delle chiusure dei ristoranti e della conseguente “costrizione” imposta agli italiani di festeggiare Natale e Capodanno tra le mura domestiche.

Fonte Winenews.it

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