18 Apr – Era titolare della cantina Pio Cesare, celebre in tutto il mondo, fondata nel 1881. L’azienda di famiglia verrà ora guidata dalla figlia Federica che ha affiancato il nipote Cesare Benvenuto.

Addio a Pio Boffa, decano del Barolo con Pio Cesare

Un grande vignaiolo delle Langhe, Pio Boffa, è morto a causa del Covid.-19. Aveva 66 anni, era ricoverato da due settimane all’ospedale di Verduno, in provincia di Cuneo. La notizia è arrivata sabato 17 aprile e ha fatto subito il giro dell’intero mondo del vino italiano. La cantina di Boffa fa parte della storia del Barolo e del Barbaresco. Si chiama Pio Cesare. Con i suoi modi pacati e da gentiluomo, ogni vola che raccontava la storia della sua famiglia e dell’azienda Pio Boffa si illuminava fino quasi a commuoversi. Era orgoglioso delle sue idee e del duro lavoro per farle emergere. Nelle sue etichette Boffa aveva fatto disegnare le medaglie conquistate alle esposizioni internazionali dal 1881, l’anno di fondazione della cantina di famiglia.

Boffa, la storia del Barolo
«La nostra famiglia – raccontava – ha iniziato con il Barolo quando questo vino stava facendo i primi passi nel mondo. Mio bisnonno recuperò vecchie stalle nel cuore del centro di Alba. E costruì una cantina tra le mura romane. Mio padre, ingegnere alla Innocenti di Milano, lasciò l’azienda nel 1942 per dedicarsi alla cantina ereditata dalla moglie, salvandola dalla chiusura. Scavò quattro piani sottoterra, ideò un rivoluzionario sistema di pompe che ancora funziona. Era un testardo, fin da bambino, quando camminava per 9 chilometri a piedi con gli zoccoli per andare a scuola. Per lui e per tutti noi il Barolo è sempre stato il risultato delle uve migliori delle nostre vigne». Negli ultimi anni, invece, molti produttori hanno scelto il Barolo da singoli cru, in modo da esaltare le diversità delle varie zone. «Noi non la pensiamo così – ripeteva Pio – abbiamo fatto una eccezione il Barolo Ornato. Quando mio padre lo comunicò a Luigi Veronelli, lui fu così soddisfatto del nostro cambio di passo che volle diventare una sorta di padrino: ci organizzò due serate per presentarlo a Milano e a Roma». Da un paio d’anni, finiti gli studi, in cantina è arrivata la figlia Federica, che ha affiancato il nipote Cesare Benvenuto. Toccherà a loro dirigere l’azienda con 70 ettari di vigneti che vende i vini in 50 Paesi nel mondo.

Fonte: Corriere della Sera
18/04/2021

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