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Uno sguardo su Montefalco Stampa E-mail
Scritto da Redazione    Giovedì 05 Dicembre 2013 14:29

I luoghi meritano un viaggio. Magari scegliendo dove sostare per poi abbinare agli itinerari in cantina i percorsi verso le tante città d’arte di questa regione. Scriviamo di Montefalco, nome che gli enoappassionati associano al Sagrantino e che indica uno dei luoghi che caratterizzano la viticoltura dell’Umbria.
Il Comune è posto su una sommità (da cui l’appellativo de “ringhiera dell’Umbria”), da dove si scorge la vicina Assisi e la valle verso Spoleto. Tutti centri agevolmente raggiungibili, come Perugia e Foligno o come i borghi di Spello e Trevi, famosi per l’olio.
Il vasto territorio comunale condivide soprattutto con il confinante comune di Bevagna la viticoltura legata al Sagrantino. Altri Comuni di riferimento sono Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo.
Come è successo altrove, l’azione lungimirante di alcuni produttori ha determinato negli anni un notevole sviluppo, nuove cantine si sono affacciate alla ribalta, l’enoturismo si è affermato grazie anche agli investimenti di molte aziende a favore dell’accoglienza.
www.stradadelsagrantino.it  è l’indirizzo web dell’Associazione che ha sede a Montefalco in Piazza del Comune, 17 telefono 0742 378490, a disposizione per chi vuole organizzare un viaggio o visitare cantine.

Intanto qualche segnalazione. Cominciando da Rocca di Fabbri (tel.0742 399379 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), azienda vinicola che si trova nell’omonima località Fabbri, comodamente raggiungibile dalla superstrada che unisce Perugia a Spoleto. Pietro Vitali la fondò negli anni’80: fu tra i primi a credere nelle potenzialità del Sagrantino, investendo in impianti e reimpianti di vigneti. L’azienda è oggi condotta dalle figlie Roberta e Simona, la produzione è di circa 180.000 bottiglie, i vigneti sono attorno alla cantina, con l’eccezione di 4 ettari nel Comune di Trevi.
La produzione si articola principalmente sul Sagrantino ed il Montefalco Rosso, denominazione che prevede l’impiego del sangiovese (60%), oltre sagrantino (15%) e altre varietà. Da segnalare anche il Grechetto ed il Faroaldo, blend di sagrantino e cabernet.
La cantina domina il microborgo ed è frutto di un lungimirante programmazione negli anni. Un vero gioiello sono poi le case di Subretia, le vecchie case degli operai di un tempo, trasformate in un elegante residence di accoglienza con 18 appartamenti ed una piscina da dove apprezzare uno splendido affaccio verso il paesaggio umbro.

Nella località San Marco, a pochi minuti dal borgo di Montefalco, si incontra l’azienda Antonelli.  (tel. 0742 379158 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) riferimento importante per meglio comprendere la viticoltura del territorio. Molti gli spunti per una visita, se avrete modo di poter conversare con Filippo Antonelli. Cominciando dalla sala degustazione dove leggere vecchie mappe, l’affaccio verso Gualdo Cattaneo ed i monti Martani.
La cantina è interrata per evitare impatti ambientali. L’azienda produce anche olio, farro, pasta e si è dotata negli anni di un locale cucina ben attrezzato, a disposizione degli ospiti per corsi e lezioni. 
La produzione vinicola è in regime biologico dal 2012; il Sagrantino è il vino di punta dell’azienda (50.000 le bottiglie prodotte fra il base, il cru “Chiusa di Pannone” ed il passito). Senza tralasciare il Montefalco Rosso, merita una citazione il continuo lavoro di ricerca che sta conducendo a risultati interessanti anche nel segmento dei vini bianchi, dove questa parte dell’Umbria può giocare carte importanti. Il Grechetto ed il Trebbiano Spoletino sono due varietà autoctone che sanno offrire bianchi godibili e niente affatto banali se ben vinificati, con capacità di reggere nel tempo. In particolare il Trebbiano Spoletino viene affinato in botti grandi del Palatinato, l’annata 2012 è in uscita a settembre. Per chi intende soggiornare vi è il Casale Satriano, residenza agrituristica all’interno dell’azienda vinicola. Sei appartamenti con piscina immersi nel fascino della campagna.

Una realtà giovane ed emergente è quella de Le Cimate (tel. 0742 290136 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) condotta dalla famiglia Bartoloni. Il nonno Paolo è stato per 21 anni presidente della cooperativa Spoleto Ducale. Il nome della cantina deriva dal luogo, posto sulla cima di una collina. L’azienda è oggi condotta da Paolo e Francesca Bartoloni, che rappresentano la terza generazione. 20 ettari di vigneto, oltre alla coltivazione dell’olio e 108 ettari condotti a seminativo. In appena due anni otto vini in produzione, di cui 5 rossi, 2 bianchi ed un rosato da uve sagrantino. La cantina è moderna con tutte le tecnologie, ma con un’architettura che ben la inserisce nel contesto del territorio. L’enologo è Cesare Toja, un passato con Caprai; da segnalare anche l’ampia sala degustazione con cucina per accogliere gli ospiti, dove l’azienda presenta in degustazione salumi di produzione propria e piatti tipici del territorio.

Lasciato il territorio di Montefalco, merita la visita il centro storico di Bevagna con la Piazza Silvestri ed il Palazzo dei Consoli. La segnalazione “vinosa” va alla Cantina Dionigi (tel. 0742 360395 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), poco fuori dall’abitato. Una realtà da conoscere, a conduzione familiare, e da oltre 100 anni dedita alla viticoltura. Oggi il riferimento è Roberto Dionigi, appassionato e talentuoso viticoltore.
Dalla terrazza potrete ammirare il panorama sui vigneti aziendali e sulla campagna umbra, nella sala degustazione potrete conoscere l’articolata produzione. Oltre al Sagrantino ed al Montefalco Rosso fra i rossi ed al Grechetto fra i bianchi (prodotto in differenti versioni), Dionigi ha una particolare passione per i vini passiti e produce ben 4 etichette tutte monovitigno da uve sagrantino, moscato, grechetto e merlot. La produzione complessiva è di 60.000 bottiglie, oltre alla produzione di olio. I Dionigi hanno arredato alcune camere per l’accoglienza degli ospiti.  

di Massimo Corrado

 

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