Quando autoctono fa rima con spumante. Il Lessini Durello. Stampa
Scritto da Redazione    Venerdì 20 Gennaio 2012 13:18

Il mondo degli spumanti da vitigni autoctoni è un universo ancora non del tutto delineato ed espresso. Complice, probabilmente, un’assenza di comunicazione, spesso proprio da parte degli attori principali di questo piccolo ma significativo comparto, trovare una collocazione sia commerciale che di critica che gli doni il giusto rilievo è uno dei grandi problemi per questa pattuglia di bollicine che valorizzano varietà a volte semi sconosciute ai più. Uno di questi casi è proprio quella dell’uva Durella e della sua zona di elezione, quella dei Monti Lessini. Siamo in una zona di produzione che si estende a cavallo di due provincie; quella di Verona e  e Vicenza. Terreni vulcanici con tufi basaltici, sabbiosi e ricchi di scheletro, ospitano vigne spesso posizionate ad altimetrie di una certa importanza. Il Disciplinare di produzione data 1987 e consente di assecondare la naturale irruenza nervosa dell’uva Durella, anche con vitigni come lo chardonnay, il pinot bianco piuttosto che il pinot nero. E’ proprio l’acidità naturale, croce e delizia, il timbro che marca quest’uva, dalle antichissime origini (pare che la sua antenata, la Durasena, sia stata citata già nel 1292). In passato usata anche per produrre vini da taglio, che hanno varcato non poche volte i confini patrii per andare a sostenere in freschezza altri mosti, negli anni Sessanta dello scorso secolo viene, finalmente, attraverso le prime vinificazioni per basi spumante, valorizzata attraverso quella che è la sua caratteristica principale.
Abbiamo testato alla cieca 8 campioni che il Consorzio ci ha gentilmente messo a disposizione. E ciò che è emerso è che come ci sia carattere nella maggior parte di essi: nelle espressioni più convincenti (per esempio Fongaro, Sandro De Bruno e Fattori), la naturale freschezza, non è fine a se stessa. Quando trova il giusto equilibrio ed è associata a polpa e sostanza, l’armonia che ne ricava il quadro complessivo è davvero interessante, se non decisamente sorprendente. Note minerali e fruttate, sfumature mentolate e agrumate, quando ben coniugate insieme, donano bollicine di bella prospettiva, nerbo e piacevolezza.

Cantina di Monteforte d’Alpone, Dalle Terre dei Cimbri, Lessini Durello Brut
Attacco semplice, dolce e di buona aromaticità: senza donare particolari sussulti olfattivi, con una carbonica lieve, gioca su cenni minerali, un frutto di discreta maturità e piacevoli cenni agrumati. Leggero, beverino, piacevole. Da vigneti situati nell’alta Val D’Alpone, fermenta in acciaio e in seguito segue il metodo della rifermentazione in bottiglia. Uvaggio: 100% Durella.

Azienda Marcato, Lessini Durello DOC Metodo Classico Brut
Color oro spiccato, ingresso intenso, in parte dolce, di confetto, con note vive, fresche e dolci insieme; piccole sfumature agrumate e balsamiche. Discreta spinta in bocca, con piacevole carbonica e una nota agrumata nel finale che ricorda la scorza di mandarino. Da uve provenienti da appezzamenti del cru “Il Duello” situato a Roncà, riposa sui lieviti per 36 mesi. Uvaggio; 85% Durella, 15% Pinot Nero e Chardonnay

Cantina di Montecchia di Crosara, Saxi Lessini Durello Doc Brut
Attacco dolce, leggero, con carbonica appena accennata e dalla poca persistenza nel bicchiere, gioca su lievi cenni di fruttati. Semplice, ideale come aperitivo, gli manca aggressività e mordente, chiude con un finale di discreta freschezza e cenni agrumati. Elaborato dalla Cantina di Soave. Uvaggio: 100% Durella.

Fattori, Lessini Durello I Singhe Brut
Si apre timidamente, bisognoso di una lieve ossigenazione nel bicchiere, ma non manca poi di carattere e piacevole fattura: nota di menta e agrume, in bocca sfodera buona verve, freschezza e allungo finale. Da viti di 30 anni, posizionate sulle pendici del monte Calvarina, dopo la fermentazione in acciaio, la presa di spuma avviene in autoclavi per 90 giorni. Uvaggio: Durella 100%.

Sandro De Bruno, Durello Metodo Classico 2008, Lessini Durello DOC
Colore quasi dorato, naso di impatto e tensione, con note minerali, ferrose e slanci di frutta secca. In bocca è teso, pieno, con un finale lievemente amarognolo e una dinamica di piacevole fattura con rimandi finali costanti alle note minerali olfattive. Spumante di carattere, deciso, da uve allevate in piccoli appezzamenti collocate sulle pendici vulcaniche del Monte Calvarina. Uvaggio: Durella 85%, Pinot Bianco 15%.

Valleogra Ascledum Durello Metodo Classico Dry
Giallo paglierino di buona luminosità, si apre con prontezza su note dolci, di buona maturità nel frutto e una discreta tensione minerale, con sfumature di confetto e agrume. Bocca morbida, piacevole nella beva, gioca con il residuo zuccherino, senza mai cadere nella stucchevolezza e perdere freschezza. Discreto l’allungo finale. Uvaggio: Durella 100%

Fongaro, Brut Metodo Classico 2008, Etichetta Viola
Oro carico, naso di bella originalità; anice e menta di grande intensità, note balsamiche di piacevole fattura. La bocca è tesa, secca e al tempo stesso vellutata e avvolgente, con un finale incisivo e fresco. I rimandi finali agrumati donano complessità e un allungo di ottimo equilibrio. Vino di razza. Da agricoltura biologica, fermenta per 20 giorni e riposa sui lieviti almeno 24 mesi. Uvaggio: Durella 100%.

Colli Vicentini, Lessini Durello Vino Spumante Brut
Attacco dolce e maturo, quasi aromatico, didattico nella definizione delle note fruttate bianche di pesca e mela. In bocca cambia completamente registro: dalla discreta tensione, è preciso nell’esecuzione e nello sviluppo, pulito nel finale. Snello, beverino ma di carattere. Ottenuto con metodo Charmat. Uvaggio: 100% Durella.


di Alessandro Franceschini

 

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